VicenzaOro Winter, importanti segnali di ripresa

Un segnale di speranza riguardo la situazione economica mondiale viene dai dati consuntivi dell’ultima edizione della Fiera di Vicenza, il cui appuntamentowinter invernale si è chiuso il 24 gennaio scorso.

La Gioielleria si è distinta in questi ultimi anni per essere uno dei settori trainanti della nostra economia, ottenendo risultati spesso in controtendenza rispetto agli indici generali.

Come in ogni momento di difficoltà, la creatività italiana e la capacità di interpretare il gusto attraverso la fantasia dei nostri artigiani, aiutano il nostro Paese a distinguersi per forza di reazione. Ci è di grande aiuto il fatto che in questi frangenti l’attenzione venga rivolta soprattutto a competenza e professionalità, e in questo i Gioiellieri Italiani non sono secondi a nessuno.

I dati di VicenzaOro parlano chiaro: le aziende espositrici sono state 1.500, provenienti da 120 paesi; le presenze di operatori stranieri hanno raggiunto le 7.600 unità, mentre gli operatori italiani sono stati 8.586.

Nel complesso dei 6 giorni di durata della manifestazione i visitatori sono stati oltre 29.000, dato che conferma la Fiera di Vicenza quale leader nelle manifestazioni di anteprima mondiale del trend dei preziosi.

Incoraggiante anche il dato positivo ottenuto da T-Gold, il Salone delle tecnologie e dei macchinari per l’Oreficeria, che si è distinto per le sue 12.000 visite, suddivise tra i 120 espositori soddisfatti, i quali hanno registrato un incremento di interesse rispetto al 2012.

La soddisfazione traspare anche dalle parole di Roberto Ditri, Presidente di Fiera di Vicenza, il quale ha tra l’altro dichiarato: “Ringrazio le aziende partner per questa bella edizione di VicenzaOro per le novità e varietà dei gioielli presentati, all’insegna della ricerca e di un’altissima proposta. I dati di presenza sono un’indicazione positiva per il mondo della gioielleria e in particolare per il Made in Italy. Se gli operatori italiani lasciano ben sperare, significative le presenze degli stranieri soprattutto per la qualità e la determinazione all’acquisto dei buyer. L’economia del gioiello è trainata in questo momento dai mercati esteri, in particolare da quelli extra-europei, e per questo la crescita della presenza di retailer da Canada, Stati Uniti e Centro America, Russia ed ex Repubbliche Sovietiche, Asia e Middle East, Turchia è per noi una grande soddisfazione. Interessante anche la crescita della presenza di operatori provenienti dall’Area Balcanica e dalla Grecia”.

Il 2013 si apre quindi per l’industria dei preziosi sotto ottimi auspici.

Tra i padiglioni si sono distinti particolarmente Casa Damiani, con i suoi brand Salvini Gioielli, Alfieri St. John e Guess, e Mirco Visconti.

Queste due aziende portano avanti da anni il concetto del lusso artistico nell’ambito di una gioielleria classica ed elegante, vincente nel mondo.

Molto forte il messaggio e il relativo ritorno avuto dalle maison leader nell’esprimere creazioni a livello di lusso accessibile, quali Comete Gioielli, Ambrosia, S’Agapò, Le Bebè, Nomination e Vai Milano, quest’ultima con i bracciali in silicone e diamante che completano la linea degli anelli.

Il lusso low-cost sta sempre maggiormente conquistando il pubblico in virtù della filosofia condivisa dai più, che propone un lusso non identificato nel valore venale delle creazioni, ma nella loro classe, bellezza, rarità ed esclusività.

Il successo maggiore in termini di interesse da parte dei visitatori è stato nuovamente appannaggio di Pesavento, la maison italiana che sta vivendo un momento di eccezionale notorietà nel mondo soprattutto per la grande richiesta della sua collezione “Polvere di Sogni”.

Con l’entusiasmo che è rientrato tra gli stand della Fiera di Vicenza, gli operatori hanno tratto quindi incoraggianti indicazioni, nella speranza che si verifichi una sostanziale inversione di tendenza la quale ponga fine al brutto periodo che dura ormai da qualche anno.

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