VicenzaOro espone l’eccellenza italiana nel mondo

Il segnale che gli operatori del mondo dei preziosi si aspettavano è arrivato da Vicenza.

La Fiera della Gioielleria si è chiusa mercoledì 12 settembre e nonostante le statistiche non siano ancora state pubblicate, l’impressione è sicuramente quella di una ripresa rispetto all’afflusso e agli affari sviluppati nel corso delle ultime due edizioni.

Il dato sicuramente positivo è quello del sorriso e del ritorno all’ottimismo che quasi tutti gli operatori di settore hanno manifestato.

Ci sono stati inoltre alcun i casi di autentico successo.

E’ il caso di Pesavento, azienda di gioielleria prettamente made in Italy, che ha visto il proprio vasto stand costantemente occupato da visitatori e clienti interessatissimi alle ultime linee, perfettamente centrate sul trend imperante al momento.

Ma anche le realtà storiche della Gioielleria Italiana hanno potuto riscontrare esiti altamente positivi.

L’esempio più appropriato è rappresentato da Casa Damiani, che ha vissuto una Fiera decisamente positiva con tutti i propri brand, confortata dalla politica vincente impostata dalla Responsabile Vendite del marchio maggiore, Francesca Galli, la quale ha adottato una rigida selezione dei punti vendita, concentrando nelle migliori location italiane la presenza di Damiani.

Questa politica è ricorrente per tutto il gruppo ed è adottata anche da Salvini, Alfieri St. John e Bliss.

Conferme al netto miglioramento sono venute anche da Mirco Visconti. Il brand valenzano, leader nela gioielleria classica, legato a triplice mandata alla più pura tradizione orafa di Valenza Po, ha visto accolti con entusiasmo i suoi sforzi di recupero dei valori dell’arte italiana nel panorama dei preziosi, e si sta affermando sempre più come la vera porta d’accesso al lusso con i suoi modelli sobri e esclusivi. L’immagine di Mirco Visconti è stata molto rafforzata dalla politica di distribuzione selettiva e di massima trasparenza adottata da Enrico Liparota, che, insieme alla moglie Cosetta Visconti ha ormai chiuso la mission di piazzare stabilmente il brand nell’Olimpo della Gioielleria Italiana.

Grande soddisfazione anche dal settore della Gemmologia. Lo stand di SDE e di Benelux, ad esempio, ma anche quello di Claudia Hamann, sono stati oggetto della consueta attenzione da parte degli operatori e, almeno apparentemente visto l’afflusso registrato, sembra non abbiano risentito affatto dell’aumento del prezzo delle gemme.

Come sempre frequentatissimi gli stand dei fornituristi e dei produttori di semi-lavorati, il che dimostra con i fatti la volontà di non cedere alla crisi, ma di reagire con le armi più consone alla creatività italiana: la produzione.

Ad accogliere gli ospiti, è stato posto affianco all’ingresso principale il grande stand di Rosato, quasi a simbolo della tipicità della proposta del nostro Paese.

Subito dopo i cancelli di accesso, sorge maestoso lo stand di Pasquale Bruni, il quale attrae per la delicatezza delle sue creazioni e per un azzeccatissimo gioco di luci.

Il Padiglione “F” catalizza l’attenzione, come sempre, ma la decisione di spostare gli operatori di gemme sciolte nel settore “A” ha creato un flusso diverso a quello a cui si era abituati.

Molto più valorizzato, e giustamente, anche il padiglione “G”, arricchito dalla presenza di realtà della massima importanza.

Non da meno i restanti settori, presentano tutti peculiarità specifiche e grandi eccellenze, rendendo la Fiera veramente vivibile e variegata, oltre che come contenuti, anche come distribuzione delle proposte.

L’aggiunta di ottimi argomenti di conferenza e comunicazione, nello sviluppo del programma fieristico dell’informazione, avvenuto con successo tra la Sala Palladio e la Sala Trissino, ha completato l’opera di un’organizzazione attiva.

E’ stata insomma un’esperienza positiva quella che dovrebbe essere la penultima Fiera nella struttura attuale, in attesa degli annunciati miglioramenti che consistono nella creazione del nuovo padiglione privo di colonne e del parcheggio multipiano, previsti entro l’anno prossimo.

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