Vicenza Winter 2012, la Gioielleria da un calcio alla crisi

Come ogni anno di questi tempi si è svolta a Vicenza la fiera invernale della Gioielleria.

Nell’occasione sono confluiti nella bellissima città veneta ben 1.400 espositori provenienti da tutti i paesi del mondo.

L’organizzazione è stata come sempre impeccabile. Molti addetti ai lavori hanno potuto contare sulla possibilità di pre-registrazione offerta da Ente Fiera, e quindi gli accessi ai vari padiglioni sono stati molto agevoli.

Naturalmente la Gioielleria Italiana emerge per classe e vitalità.

Particolarmente frequentato e ammirato il prestigioso stand di Casa Damiani, situato in posizione strategica tra i padiglioni “F” e “G”, nel quale l’attentissimo e preparato staff ha accolto esclusivamente clienti accreditati.

La bellezza delle creazioni Damiani si accompagnano splendidamente con gli altri preziosi brand della Casa, primo tra tutti Salvini che lancia per il 2012 linee di grande efficacia artistica ed estetica.

Non da meno Alfieri & St. John e Bliss, che contribuiscono a coprire un arco importante del mercato.

Altro esempio della vitalità e della fantasia Italiana è il Gruppo Muraro.

Nello stand di questa azienda troviamo le linee firmate Barakà, Comete, Ambrosia e Non ti scordar di me, ma soprattutto un’inattesa novità che il dinamico imprenditore veneto ha riservato per questa Fiera: gli strumenti di scrittura Omas, a conferma che questa categoria merceologica è sempre maggiormente legata allo scintillante mondo della Gioioelleria.

Addirittura “assediato” da visitatori” lo stand di “Vai Milano”, produttore dei simpatici anelli “Due Punti” in silicone e diamante, alfieri del lusso low-cost.

Attraversando i corridoi della manifestazione vicentina, pare quasi che la recente crisi economica abbia avuto funzioni di propulsore per la fantasia.

Le novità e le nuove proposte si susseguono incessanti ed abbracciano tutti i settori della categoria, non escludendo i produttori di astucci e elementi per vetrina (ottime le proposte dell’Astuccificio Petroniano), oppure i numerosi e operosi imprenditori aretini, i quali hanno in mano il commercio dei semi-lavorati orafi.

Particolarmente interessante il Padiglione “L”, collegato al corpo centrale della Fiera tramite un ottimo servizio navetta, nel quale la fantasia Italiana si unisce alle nostre capacità tecnologiche partorendo geniali soluzioni tecniche.

I macchinari per la produzione e per i controlli di qualità sono arrivati ad essere quasi fantascientifici.

Molte fabbriche propongono strumentazioni in grado di saldare a laser o produrre forme così precise e pulite da essere quasi perfette.

La percezione è quella di un settore che, pur soffrendo i sintomi di una crisi economica, dimostra potenzialità e capacità di reazioni che possono tranquillizzare gli operatori.

 

 

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