Viaggio nel mondo del Diamante (quinta parte)

Una caratteristica fondamentale nella valutazione e graduazione del diamante è sicuramente il taglio.

Proporzioni ideali del diamante taglio a brillante

Spesso ignorato o sottovalutato dai dettaglianti in fase di vendita, al contrario la qualità del taglio può influenzare significativamente il prezzo della gemma.

I tagliatori di diamanti sono tra i più considerati e remunerati operatori nel settore della gemmologia.

Alcuni di essi, ed è il caso di Gabriel “Gabi” Tolkowsky e Steve Nurrick, solo per citarne due, hanno raggiunto fama e notorietà inventando nuove soluzioni.

In particolare a Steve Nurrick è stato affidato il taglio del diamante puro D color più grande del mondo, pesando carati 137,82.

Possiamo tranquillamente sostenere, che a parità di peso, colore e purezza, due diamanti possono differire tra loro anche del 50% della valutazione, solamente in funzione del taglio.

La forma stessa della gemma, anche a parità qualitativa del taglio, può inserire profonde variazioni al prezzo.

Il listino Rapaport, che nel suo elenco prevede il valore di gemme tagliate qualitativamente ai massimi livelli, ammette tra un taglio rotondo (il più pregiato se si tratta di taglio a brillante) ed un taglio a pear o a marquise, una differenza di circa il 25/30%.

La qualità del taglio è poi fondamentale.

Essa si giudica considerando prevalentemente due fattori: le proporzioni e la finitura.

Ogni gemma per splendere al meglio deve rispettare alcune proporzioni imprescindibili tra altezza, dimensioni della corona, profondità del padiglione, spessore della cintura e così via.

Inoltre la sfaccettatura deve assolutamente rispettare alcuni parametri che non sono solo estetici ma anche sostanziali.

Prendiamo ad esempio un diamante di forma rotonda e di taglio a brillante, esso sarà (sempre per esempio) di un carato di peso, sia che esso sia basso e largo come alto e stretto.

Immaginando un diamante alto possiamo già comprendere la difficoltà nel montarlo su una montatura da anello. Una volta montato esso apparirà molto più piccolo del fratello basso e largo.

Ebbene, per riflettere perfettamente tutta la luce ricevuta da ogni angolazione, esclusivamente verso l’alto, un diamante di taglio a brillante deve essere tagliato in modo perfetto, né troppo alto, né troppo basso, ma con proporzioni obbligatoriamente specifiche.

Un buon gemmologo, prima di rilasciare il suo giudizio sulla qualità del taglio, considera anche forma e accostamento di ogni sfaccettatura, le quali devono avere dimensioni e profili specifici.

Ritornando alla forma, mi piace ripetere che il taglio perfetto, più performante e più costoso è senza dubbio quello rotondo a brillante.

Mi soffermo un attimo per specificare la differenza tra brillante e diamante.

Possiamo intanto dire che ogni brillante è un diamante, mentre un diamante può non essere un brillante.

Ciò si spiega sapendo che il diamante è la materia, mentre brillante è il tipo di taglio.

Solo un diamante di forma rotonda e tagliato a brillante può essere definito “brillante”.

Il taglio a brillante consta in 54 faccette, (27 superiori e 2 altrettante poste nella parte inferiore, più la tavola e l’apice.

Taglio rettangolare o "a smeraldo"

Detto questo elenchiamo altre forme di diamanti tagliati, forse le più comuni: pear (a pera o a goccia), navette o marquise (a barca), baguette, tepper, a cuore, princess, rettangolare o a smeraldo, carré, ecc.

A questi aggiungerei anche la forma rotonda a single cut (huit-huit), taglio molto semplice applicato a piccoli diamanti da contorno sui quali si risparmia a fronte di un minore pregio e brillantezza, avendo solo otto faccette superiori, otto inferiori (da cui il nome dal francese huit-huit), più naturalmente la tavola e l’apice.

Chiudo con questa quinta e ultima puntata la breve rassegna sul mondo del diamante.

Pur avendo dato solo un semplice accenno di quello che rappresenta il mondo di questa splendida gemma, spero essere stato utile a chiunque voglia accostarsi ad essa.

Resto naturalmente a disposizione per ogni chiarimento e approfondimento, considerando che la gemmologia ed il suo mercato sono in costante e rapida evoluzione.

1 commento
  1. Mario Giulio
    Mario Giulio dice:

    Ben fatto, complimenti, non tengo in considerazione il Rapaport nella valutazione del diamante in quanto il primo prezzo e’ il costo d’estrazione, per secondo prezzo si deve aggiungere il costo del taglio, il prezzo finale a livello di Borsa dovrebbe essere assecondo la domanda e l’offerta, di conseguenza molto meno del Rapaport, cordiali saluti.
    Dr. Servi Cav. Mario Giulio.

    Rispondi

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