Viaggio nel mondo del Diamante (quarta parte)

Una caratteristica peculiare del mercato dei diamanti è sicuramente la formulazione del listino dei prezzi. La linea guida a livello internazionale è costituita dal “Rapaport” sistema inventato da Martin Rapaport (foto). Si tratta di un prezziario articolato attraverso le varie dimensioni delle gemme, e che considera le caratteristiche di colore e purezza. Il prezzo indicato sul Rapaport si riferisce a pietre di buon taglio, per cui è consentito applicare delle riduzioni in presenza di gemme tagliate in modo non canonico.

Il prezzo, o meglio, come vedremo, i prezzi, sono espressi in centinaia di $ statunitensi al carato, secondo la domanda sul mercato di New York (es.: 2,3=230).

Il listino Rapaport è pubblicato mensilmente ed è diviso in due sezioni: diamanti rotondi (i più costosi) e quelli a taglio fantasia (pera, navette, princess, cuore, ecc.)

Leggerlo non è affatto semplice, ma aiuta a comprendere il significato della terza “C” tra Color, clearency, carat e cut.

L’influenza del peso nella determinazione del prezzo di un diamante incide in modo assolutamente pesante.

Per semplificare la comprensione di questo concetto si può dire che stabilito il valore di una gemma di un carato, la stessa qualità nella misura di due carati non costa il doppio ma anche 3 o 4 volte di più.

Rapaport divide quindi le gemme in svariate categorie di peso: da 0,01 carati a 0,03; da 0,04 a 0,07; da 0,08 a 0,12 e così via fino a alle pietre da 1 carato e naturalmente oltre.

Ne deriva ovviamente che, pur a parità di caratteristiche di colore, taglio e purezza, due gemme quasi identiche, la prima di ct. 0,99 e la seconda di ct. 1,00, differiscano nel peso di un solo centesimo di carato, ma nel prezzo di quasi il 30 %.

I tagliatori e i commercianti prestano molta attenzione a questa piega del mercato, e sarebbe bene che anche il consumatore ne fosse adeguatamente informato.

La Borsa Diamanti d’Italia, a questo proposito, ha intrapreso una campagna di informazione attraverso i suoi membri e la costituzione del progetto “Punto Vendita Qualificato”, con il quale riconosce dignità ad alcuni punti vendita distribuiti sul territorio nazionale che, possedendo requisiti tecnici adeguati e riconosciuti, si sono anche impegnati a rispettare un codice deontologico imposto dalla Borsa dei Diamanti stessa. L’elenco dei Punti Vendita Qualificati della Borsa dei Diamanti d’Italia si può leggere al seguente link:

http://www.borsadiamantiditalia.it/home.php?page=showr

Questo sarà comunque oggetto di altro post.

Il consumatore deve quindi tener conto di numerosi parametri prima dell’acquisto di un diamante, e non fermarsi ai soli dati di purezza e colore.

Il prossimo post, l’ultimo di questo “viaggio”, tratterà del taglio, e confermerà maggiormante questo concetto. Vedremo come quest’ultima “C” (cut) influisce anch’essa in modo significativo sul prezzo e quindi sul valore della più famosa tra le pietre preziose.

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