Viaggio nel mondo del Diamante (prima parte)

L’opportunità di un viaggio nel mondo del Diamante, nasce da alcune considerazioni.

La DTC nelle sue azzeccate campagne divulgative, ha giustamente pubblicizzato le “4C” quali fondamentali parametri attraverso i quali riconoscere la qualità del diamante. Specificatamente esse si riferiscono a: Colour (Colore), Clarity (Purezza), Cut (Taglio), Carat (Carato – e quindi peso). Fatto ciò, la DTC ha completamente espletato le sue funzioni. La trasmissione di queste notizie al consumatore è demandata al gioielliere.

Molto spesso, nell’acquisto di un diamante poniamo infinite attenzioni unicamente alle prime due caratteristiche, Colore e Purezza. In base al prezzo, poi, calcoliamo quanto ci possiamo permettere in carati o centesimi. Dico subito che questo è un approccio, se non errato, almeno incompleto, e sicuramente insufficiente. Per spiegare questa mia affermazione è necessario partire da lontano e investigare su ognuna di queste caratteristiche. Ma ancor prima è necessario conoscere adeguatamente questa splendida gemma che ha sempre affascinato l’uomo, e che ha creato miti e leggende attorno a sé.

Questi sono i motivi per cui ho deciso di scrivere questa serie di post, che si articolerà in 5 o 6 puntate. Inoltre sono convinto che un consumatore più edotto e consapevole sia un vantaggio per chi opera correttamente sul mercato.

Il diamante è un cristallo, e precisamente un allotropo di carbonio. Più correttamente è formato da un reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo uno schema tetraedrico.

Si trova in natura con una certa rarità in giacimenti che possono essere sia alluvionali che sedimentari.

Si forma a enormi profondità e spesso viene avvicinato alla superficie attraverso i camini vulcanici e sotto la spinta di sismi, eruzioni, o altri fenomeni geologici.

L’età di ognuno dei diamanti che vediamo in commercio può essere di alcune migliaia di anni.

Il diamante deve il suo nome al termine greco adamantos = indomabile, probabilmente attribuito per la grande difficoltà che si incontrava ad inciderlo. E’ risaputo infatti che un diamante può essere scalfitto solo da un altro diamante. Ancora oggi alcuni maldestri commercianti usano la tecnica dell’incisione per distinguerlo dal suo simulante. In generale le prove come questa, dette distruttive, non vengono effettuate dai gemmologi.

Per questa sua caratteristica “record”, il diamante è posto al massimo della scala di durezza Mohs, con il grado 10.

Un’altra importante nota distintiva è costituita dalla sua inerzia termica (conducibilità di calore) così particolare da distinguerlo dalla quasi totalità degli altri materiali esistenti in natura.

Recentemente è stata introdotta in commercio una gemma sintetica, la moissanite sintetica, la quale ha un’inerzia termica simile al diamante, ma che è distinguibile da esso in quanto gemma bi-rifrangente. Questa scoperta ha reso però inutile l’utilizzo di piccoli strumenti sonori che erano stati messi in commercio per distinguere un diamante da un’imitazione.

Il diamante viene rinvenuto allo stato grezzo, come dicevamo, sotto forma tetraedrica, e commercializzato per la parte sicuramente e assolutamente più significativa per il mercato, attraverso un sistema suggestivo di vendita.

Una volta al mese si svolgono, in date comunicate con ampio anticipo, i famosi “sight”, sedute durante le quali si determinano le assegnazioni delle produzioni disponibili.

I clienti ammessi ai “sight” sono pochi, selezionatissimi, ultra qualificati, e si assumo l’onere di rispettare la politica di distribuzione voluta da DTC, sia per quanto riguarda le quantità da riservare ai diversi tipi di taglio (a brillante, a smeraldo, princess, navettes, pears, teppers, ecc.), sia per quel che concerne la quantità da trasferire ancora grezza.

Prima di arrivare sul mercato, il diamante deve ora passare attraverso la delicatissima fase del taglio (che sarà oggetto di un altro post).

A quel punto il diamante sarebbe pronto per essere montato sui gioielli o commercializzato in cartina o blister. Manca solo la fase della classificazione, la quale sarà oggetto delle parti successive di questa rubrica.

Immagini tratte da www.wikipedia.it

3 commenti
  1. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Ciao enrico, ho bisogno del tuo prezioso sapere, cosa devo veficare quando acquisto un gioello con diamante?grazie un salutone

    Rispondi
  2. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Caro giovanni,
    risponderti in poche righe sarebbe veramente riduttivo e poco professionale.
    Purtroppo gli strumenti in possesso di un consumatore nell’acquisto di un diamante sono pochi.
    Il consiglio che posso darti è di acquistare gemme blisterate e quindi sigillate da un primario laboratorio di interesse internazionale (GIA, HRD e IGI di Anversa).
    Oltre a purezza e colore, dai molta importanza anche alla qualità del taglio.
    Leggi con attenzione tutte e 5 le puntate della nostra rubrica “Viaggio nel Mondo del Diamante” su questo stesso blog.
    Sono a tua disposizione per ogni dubbio o chiarimento.
    Salutissimi.

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.