Turchese, la gemma dai mille miti

Nel panorama gemmologico, la pietra preziosa che vanta la Storia  più antica e il maggior numero di leggende e miti è sicuramente la Turchese.

Il nome non è dato dal colore, ma semmai è vero il contrario: venne definito il colore sulla base del nome della gemma.

Quando nel XIII secolo questa pietra venne introdotta in Francia, per la prima volta, da un mercante veneziano, venne definita “pierre turquois”, ovvero “pietra turca” per suggerirne la provenienza.

DSCN1288Questo nome, in quanto sintetizzava molto abilmente le origini esotiche della gemma, fu ben presto adottato universalmente e andò a sostituire i nomi precedenti che erano: “ferozah” (=vittorioso) per i Persiani, “calläis” per i Greci (=pietra bella) dall’antico greco “kalláïnos”, e infine “callaina” per i Romani.

Le molte varietà e le innumerevoli sfumature cromatiche favorirono una delle credenze maggiori dell’Antichità, la quale induceva a pensare che il colore cambiasse a seconda dello stato di salute di chi la indossava, arrivando a divenire completamente bianca in caso di morte del proprietario, o nera dopo un eventuale tradimento in amore.

In realtà la turchese può in effetti cambiare il suo colore con il tempo, divenendo però più scura e opaca a causa dell’ossidazione interna del rame.

La Turchese è in effetti un fosfato idrato di alluminio e di rame.

Il suo colore è l’ormai proverbiale blu-verde, ma la tonalità ritenuta migliore in Gemmologia è quella che nonostante la presenza dell’influsso verde si avvicina quanto più possibile al blu cielo.

Le varietà troppo tendenti al verde sono considerate un po’ meno preziose.

In alcuni casi si presenta con artistiche venature che sono create dalla presenza di ossido di manganese o di limonite nera.

La Storia della Turchese, come già accennato affonda profondamente le radici nell’Antichità.

Era ritenuta un rimedio contro i tumori, le malattie intestinali, l’epilessia e l’ulcera.

Veniva ritenuta in grado di pacificazione e di sedare le liti, ma una peculiarità magica accreditata a questa pietra preziosa, sconsigliava di indossarla quando si fosse in preda all’ira, in quanto vincendone la resistenza si poteva cadere in ogni possibile eccesso.

Nel II millennio a.C., i Maya consideravano la Turchese più pregiata che l’oro.

In Egitto la dea Hathor era nota come Regina della Turchese, e molti studiosi ritengono che sia questo il motivo per cui venivano rappresentati con questa gemma gli scarabei sacri dedicati al dio Ra.

I medici egizi la usavano per curare la cataratta.

Anche Aristotele subì il fascino di questa bellissima gemma, ed arrivò a scrivere che essa protegge dal morso dello scorpione e addirittura dalla morte.

I Romani apprezzavano così tanto la Turchese da associarla a Venere, la dea dell’Amore, e la indossavano appunto il Venerdì giorno sacro alla dea.

In tempi più recenti l’uso della Turchese venne considerato dagli indiani Navajo, i quali le attribuivano la capacità di vincere la paura e di preservare dal morso dei serpenti, in quanto convinti che essa fosse il contenitore degli spiriti di tutti gli animali.

Gli indiani d’America, infatti, indossavano spesso collane di perline in Turchese, nella convinzione di propiziare la caccia e abbonire il dio della pioggia e dei venti, cosa che facevano gettando una di queste gemme in acqua.

Successivamente la “pierre turquois” venne associata in Tibet al senso del divino, mentre in Russia la si riteneva in grado proteggere i cavalieri in battaglia.

Il legame della Turchese con l’Amore è stato sempre molto stretto, tanto e vero che in Russia e in Germania l’anello di matrimonio doveva avere incastonata questa gemma, perché si riteneva avesse il potere di rendere salda l’unione coniugale.

Oggi la Turchese viene utilizzata in gioielli di grande pregio artistico e in Gioielleria, ma è molto apprezzata anche dai giovani i quali amano indossarla su gioielli in argento.

Non è una pietra delicata, ma ovviamente le va prestata una certa attenzione, per cui si sconsiglia di utilizzare gli ultra-suoni per la sua pulizia.

La Turchese di grande pregio proviene ancora dall’Iran, ma ormai le quantità sono molto ridotte.

Molte delle Turchesi in commercio provengono da Nuovo Messico, Arizona, California e Nevada.

Occorre fare attenzione ai trattamenti. Grandi quantità di Turchesi vengono sottoposte a procedimenti mirati a incrementarne colore e durezza, e quindi artificialmente il valore.

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Cannoletta Antica Gioielleria

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