Tiffany, Pandora, Comete, Le Bebé, Due Punti: le nuove frontiere del lusso

“Panta rei”, tutto cambia, nulla è immutabile; nessun aforisma quanto quello attribuito ad Eraclito si adatta meglio al mercato della gioielleria.

Dobbiamo ammettere inoltre che stiamo vivendo un periodo storico e sociale in cui i cambiamenti sono veramente significativi.

E siccome tutto cambia, anche il mercato del lusso si trasforma.

Si è fatta largo silenziosamente ma energicamente una nuova concezione del lusso, più matura, più etica e più esclusiva.

Sociologi di tutto il mondo stanno analizzando questo fenomeno, che consiste nel considerare prezioso ciò che è esclusivo più di quello che è costoso.

Si è ormai passati e ci si inoltrerà sempre più in una fase in cui alla volgarità del “regno del prezzo” verrà sostituita l’eleganza della rarità.

Diviene lusso, quindi il saper e poter trovare, e non il potersi permettere per denaro.

Ne sanno qualcosa, e non a caso, due tra le griffes più importanti della Gioielleria per prestigio e fatturato: “Tiffany” e “Pandora”, le quali basano sull’esclusività dei loro modelli il successo che vedono crescere di giorno in giorno.

A questa filosofia si è per prima adattata anche tre delle griffe più dinamiche del panorama Italiano del Gioiello: “Comete” del gruppo Muraro di Olmo di Creazzo, “Le Bebé” della maison romana “Luce Bianca” e “Due Punti” della milanese “Vai”.

Possiamo invero indossare la fine gioielleria d’argento di una di queste citate griffe, con una spesa assolutamente in linea con il low-cost, ma bisogna sapere dove rivolgersi, stretti come sono i bordoni del numero dei Concessionari, scelti minuziosamente e rarefatti.

L’esempio strategico della casa danese Pandora, ad esempio, ricorda quello adottato anni orsono da “Swatch” per la distibuzione del suo neo-nato prodotto, e fu un successo sconvolgente.

Fatte le debite proporzioni, trattandosi Pandora di un gioiello e non un orologio in plastica, anche i Danesi hanno aperto per ultimo al mercato Italiano, creando un’attesa che si è trasformata in una vera idealizzazione del brand.

Tiffany e Pandora hanno scelto di non permettere la commercializzazione delle loro creazioni in Internet, per cui comprando on-line si moltiplica esponenzialmente il rischio di incorrere in imitazioni, mentre CometeLe Bebé e Vai permettono la vendita on-line, ma esclusivamente ai loro concessionari che nel frattempo sono stati drasticamente ridotti nel numero e selezionatissimi.

E’ una filosofia che non mancherà di fare proseliti, ma poche sono le aziende in grado di possedere il carisma per affermarsi in questo nuovo mercato del lusso in cui riescono ad affermarsi solo brand il cui range di prezzo varia da pochi Euro a diverse migliaia, perchè il denaro non è più il fattore principale.

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