Tecnica: Tag-Heuer 1887 e il pignone oscillante

Recentemente e come probabilmente non succedeva da decenni, l’Orologeria offre spunti tecnici raffinati che testimoniano a favore di un dinamismo esplicito del settore, soprattutto favorito dagli studi e dalle ricerche di alcune maison.

1887Tra queste troviamo certamente Tag-Heuer, che ha sviluppato un nuovo calibro di manifattura, il 1887, e che sta lavorando attorno al progetto che vedrà la nascita del prossimo 1969.

Il calibro 1887 ha suscitato grande interesse in Orologeria fin da quando Tag-Heuer acquistò i diritti intellettuali di un progetto di cronografo elaborato da Seiko, e lo trasformò nella base del suo nuovo calibro di manifattura.

Liquidare però l’intero progetto, come alcuni fanno in modo probabilmente di parte, dicendo che Tag-Heuer 1887 ha base Seiko, mi pare oltre che riduttivo sostanzialmente inesatto.

Tag-Heuer non ha fatto che abbreviare tempi e costi di progettazione relativa alle parti meno significative dell’intero progetto, senza dimenticare che in alcune sue realizzazioni, come quella di cui stiamo trattando, Seiko non è certo inferiore a nessuno.

Chiarito questo concetto di base, vediamo come invece Tag-Heuer ha progettato in modo assolutamente esclusivo e peculiare il suo calibro 1887.

Innanzitutto va anticipato che questo prezioso movimento cronografico a carica automatica, dispone della contemporanea presenza di ruota a colonne e pignone oscillante, raggiungendo così performance altamente qualitative in ambito di funzionalità cronografica.

Alle indubbie qualità della ruota a colonne, sulle cui funzioni ci siamo già dilungati in uno specifico articolo su questo stesso blog tecnico, il calibro aggiunge l’enorme valore aggiunto che introduce il pignone oscillante, che tratteremo in questa stessa sede.

Il pignone oscillante è una soluzione altamente elaborata che consente l’ingranaggio immediato e sistematico di un pignone con la relativa ruota apparentata, per attivare la funzione cronografica.

Per svolgere in modo impeccabile la sua funzione è indispensabile che le distanze e gli attriti tra la dentatura del pignone e quelle della ruota che viene dafig87 lui azionata, siano calcolate alla perfezione. Ma questo parametro, che in un certo senso è comune a tutti gli elementi di un ruotismo di qualità elevata, viene reso più delicato dal fatto che il “nostro” pignone è ben fissato nel rubino inferiore, ma risulta pressoché libero nella parte relativa al perno superiore, il quale in effetti viene alloggiato in una bascula mobile che ne consente una deviazione pilotata.

Per meglio comprendere il funzionamento facciamo riferimento all’immagine a destra tratta dall’ottimo sito Orologi.it che vi invito a visitare.

Va correttamente specificato che il pignone oscillante utilizzato da Tag-Heuer, non è una novità assoluta. Lo troviamo ad esempio in un calibro che ha fatto e per certi versi prosegue a fare la storia dei cronografi, nel fantastico calibro Valjoux 7750, che ha equipaggiato cmigliaia di esemplari, anche di brand appartenenti all’elite dell’Orologeria.

Sta di fatto che grazie alle caratteristiche associate delle sue brillanti soluzioni tecniche, il Calibro 1887 vanta un tempo di reazione all’innesto della funzione cronografica di solo 1/2000 di secondo, una dato impressionante se pensiamo che la reazione di un cronometrista professionista, va da 1 a 2 decimi di secondo. Vale a dire quindi che un’eventuale imperfezione della rilevazione di un tempo è da attribuire al cronometrista ma mai al nostro Tag-Heuer equipaggiato con il calibro 1887.

Tag-Heuer ha celebrato nel migliore dei modi l’inserimento di questo fantastico calibro nel suo catalogo, equipaggiando orologi della serie Carrera, una delle più ricercate collezioni non solo del brand ma dell’intera Orologeria.

I nuovi cronografi Carrera 1887, hanno dato il via ad una svolta epocale per il brand guidato da Jean Christophe Babin, che si avvia a dotare i suoi prestigiosi segnatempo utilizzando esclusivamente calibri di manifattura.

Questo ambizioso progetto è già in stato avanzato di realizzazione, con gli studi inerenti al prossimo calibro, quel 1969 di cui si parlava poc’anzi, e che, a detta di autorevoli voci di corridoio della maison stessa, sarebbe un calibro modulare, da poter utilizzare sia come “solo tempo”, che come cronografo, come GMT, ecc.

Il futuro prossimo, e molto vicino, svelerà gli ultimi dettagli di quella che comunque si può già definire una marcia trionfale di Tag-Heuer verso la consacrazione a brand del Lusso Orologiero, la fascia più elevata del settore, a cui hanno accesso solo pochissime e selezionatissime maison.

 

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