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Prezzo dell’oro ancora in tensione.

Dopo l’improvviso aumento di ieri, che ha fatto registrare un balzo di circa 50 $ l’oncia, il prezzo del metallo biondo si tiene stabilmente a livelli superiori ai $. 1720,00, corrispondenti attualmente, al rate aggiornato Euro/Dollaro, a circa €. 42,20 al grammo.

Il prezzo dell’oro trascina con sè l’argento, giunto oltre €. 815,00 al Kg.

E’ interessante segnalare anche la contemporanea contrazione dei listini borsistici, un po’ in tutti i mercati.

L’oro si mantiene anche sorprendentemente e ormai abbastanza stabilmente sopra i listini sia del platino che del rodio, a conferma di quanto l’attuale momento finanziario sia singolare.

Questa anomale situazione, infatti, ha rivoluzionato alcune regole di mercato, travolgendo e smentendo molti tra i più importanti parametri per le analisi e per le previsioni.

Il nuovo impulso di creatività con il quale il mercato della Gioielleria ha reagito alla contemporanea crescita di costo per le materie prime e all’incremento del prezzo di lavorazione, ha attutito molto l’incidenza negativa del fattore prezzo.

Ne derivano risultati contrastanti nei risultati di esercizio delle aziende orafe, lasciando qualcosa di più che un barlume di speranza per una ripresa che tutti speriamo imminente.

Il settore orafo, infatti, anche se relativamente a molte realtà commerciali, distributive e industriali, risulta tra quelli psicologicamente meno depressi del panorama finanziario mondiale.

Questi momenti di transizione avvantaggiano infatti quei consumatori che approfittano dell’inevitabile inerzia dei listini delle maison orafe, che sono ferme a prezzi di catalogo che non sono ancora aggiornati, rendendo i prodotti assolutamente appetibili.

Nuova corsa all’oro?

Secondo i media si starebbe preparando una nuova e imponente  corsa all’oro.

A determinarla, questa volta, non sarebbe solo l’esigenza di sicurezza dei singoli risparmiatori, ma addirittura di una presa di posizione delle più importanti Banche Centrali.

A lanciare l’ipotesi è stato niente meno che il giornale “Repubblica” dalle sue pagine economiche e con un articolo sul proprio sito web in data odierna.

Questa analisi aggiunge motivazioni e riprende una serie di articoli apparsi in questi giorni sul sito Borsa Inside e ripreso dal nostro blog Enrico WordPress.

Le preoccupazioni per i tassi statunitensi e l’incertezza legata al debito pubblico dei Paesi europei sarebbero state alla base delle decisioni di importanti realtà quali Nomura e Goldman Sachs che hanno di conseguenza ritoccato al rialzo le stime delle loro previsioni del prezzo dell’oro nei prossimi 3, 6 e 12 mesi.

Il prezzo, attualmente attestato nelle chiusure di venerdì a $ 1.723,00 l’oncia troy, viene dato addirittura attorno alla soglia psicologica di $.2000,00 entro fine 2012.

Repubblica ha poi argomentato nell’articolo di oggi che le Banche Centrali non hanno mai acquistato così ingenti quantità d’oro dai tempi dello sganciamento del Dollaro USA dal sistema aureo nel 1971, come nel 3° trimestre del 2011, citando la fonte World Gold Council, l’ente che cura l’interesse dei produttori. Il sistema bancario sarebbe preoccupato infatti dall’instabilità delle Economie, e la produzione di oro per investimento sarebbe arrivata relativamente agli ultimi 3 mesi a 1.053,9 tonnellate.

Per i consumatori si tratta di un’opportunità se si considera che è anche in arrivo probabilmente un adeguamento dell’IVA (si parla di un innalzamento al 23%).

Infatti un eventuale aumento dell’oro potrebbe cogliere di sorpresa il mercato, non ripercuotendosi immediatamente sui prezzi finali: non dimentichiamo che è verosimile che gli orafi si siano già approvvigionati per il Natale.

L’immagine è stata tratta dal sito piazzaffari.info.

 

Prezzo dell’oro e aumento IVA: cosa cambia

Il momento di tensione sui mercati valutari, le misure che un po’ tutti i Paesi stanno adottando per arginare la crisi, e il contemporaneo aumento del prezzo dell’oro, stanno creando perplessità.

Vediamo però nel dettaglio cosa in effetti cambia per i l consumatore.

E’ ormai risaputo che ogni situazione di incertezza, sia essa economica o politica, si riflette quasi sempre sull’andamento del prezzo dell’oro, il quale è giustamente riconosciuto come il Principe tra i beni-rifugio.

Gli Stati stessi, fanno riferimento ad esso e capitalizzano il metallo giallo, che, tra l’altro, per le sue peculiarità fisiche è molto richiesto per l’industria.

Esistono parametri ed equivalenze (chiamate “parità”) sulle quali gli economisti basano i loro calcoli ed indicano la convenienza ad un eventuale acquisto, o basano le previsioni.

Ma non sempre un aumento del valore assoluto dell’oro, corrisponde ad un aumento per gli Europei.

Nel caso di crescita del prezzo del metallo giallo, con una contemporanea ed equivalente debolezza del Dollaro statunitense, occorrendo meno Euro per acquistarlo, e pagando ovviamente l’oro in Dollari, il prezzo in Euro finisce per essere invariato.

Il costo del più famoso tra i metalli, per noi abitanti del vecchio continente, risulta quindi dal rapporto tra prezzo dell’oro, dollaro e Euro.

Ecco la formula per il calcolo del prezzo dell’oro puro:

Au/Oz. troy/$= €,

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