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Vetrina Speciale Citizen a Sanremo

Vetrina Speciale Citizen a Sanremo

Per la prima volta a Sanremo, a partire dal 1° novembre verrà allestita presso la nostra sede in Via Palazzo 50 a Sanremo, una “Vetrina Speciale” Citizen.

Il noto brand nipponico leader assoluto nell’Orologeria elettronica e fortemente considerato in ambito della meccanica di alta precisione ha scelto la nostra gioielleria per un evento molto significativo perché darà modo di visionare le più importanti novità del settore studiate e approntate dai propri laboratori di ricerca.

Citizen è attualmente sulla cresta dell’onda per i sistemi proprietari brevettati che riguardano l’alimentazione solare e la trasmissione del segnale via radio e via satellite. Ma queste sono solo le punte dell’iceberg di un mare di tecnologia che la maison giapponese ha messo a punto per la gioia di appassionati e collezionisti.

Vetrina Speciale Citizen a Sanremo

Il primo orologio satellitare, attualmente ricercatissimo dai collezionisti e quotato quasi il triplo del suo prezzo di listino

Le linee di Citizen sono ormai adatte a 360° per soddisfare ogni necessità e richiesta. Sfogliando il catalogo si nota la completezza dell’offerta, che parte dalla fascia economica, che comunque può contare sul sofisticato sistema Eco-Drive grazie al quale si ottiene una carica praticamente eterna senza mai dover sostituire la batteria, passando per la linea completa di bracciale e cassa in SuperTitanio, ovvero il Titanio IP che è 5 volte più resistente del titanio tradizionale e il 40% più leggero dell’acciaio, fino ad arrivare ai modelli radio-controllati e ai nuovissimi satellitari.

Nel corso degli ultimi due anni poi, Citizen ha guardato attentamente al mondo femminile, creando varie collezioni dedicate al gentil sesso con modelli di gusto prettamente europeo che uniscono l’alta tecnologia all’eleganza e la concretezza che le signore esigono dal loro segnatempo.

Insomma Sanremo avrà un’occasione ulteriore per poter mostrare alcune novità di altissimo profilo, alcune delle quali in anteprima, e per la prima volta in un campo che rappresenta l’avanguardia assoluta. Grande curiosità riscuote ad esempio l’evoluzione dell’orologio satellitare, che tanta strada ha fatto da quando Citizen ne presentò il primo esemplare, che sul mercato dell’usato ha raggiunto quotazioni stratosferiche.

Cannoletta Antica Gioielleria è Concessionario Ufficiale Citizen e Rivenditore online qualificato Citizen, e inoltre col suo laboratorio Technowatch è Centro Assistenza Ufficiale a competenza nazionale autorizzato da Citizen a effettuare anche riparazioni in garanzia. Ma non è tutto, la nostra gioielleria svolge anche il servizio tecnico di riferimento sul corporate blog della casa, Citizenmania presso cui si possono richiedere informazioni tecniche gratuite da tutta Italia.

Un invito particolare quindi a visitare la nostra sede di Via Palazzo a Sanremo a partire dal 1° novembre, anche per non dover dire: “… cosa mi sono perso!”

Emanuele Cannoletta protagonista a Shanghai

Emanuele Cannoletta protagonista a Shanghai

Ha aperto i battenti il 22 settembre l’importante fiera “Shanghai Design Week” che rappresenta uno dei maggiori appuntamenti mondiali per il Emanuele Cannoletta protagonista a ShanghaiDesign in genere e per l’Oreficeria di alto livello in particolare.

Il nostro Emanuele è presente con ben due sue opere esposte nel padiglione de “L’Accademia delle Arti Orafe” la scuola di oreficeria fiorentina che forma i maggiori talenti del settore.

Emanuele ha portato in Cina un gioiello inedito ed un altro che è già stato esposto in alcune delle più importanti manifestazioni fieristiche mondiali, quali ad esempio la Fiera Internazionale di Firenze e Inhorgenta (Monaco di Baviera), solo per citarne due. la selezione è stata spietata e purtroppo sono rimasti fuori dall’importante manifestazione molti meritevoli orafi da tutto il mondo.

Il nuovo gioiello consiste in un anello denominato “Poisoned Hive” per il quale è stato utilizzato un vero favo prodotto dalle api ceraiole, successivamente lavorato manualmente tramite vetrificazione e smaltatura a freddo. Il messaggio insito è la denuncia della pericolosissima estinzioni delle api, che porterebbe addirittura e secondo Einstein alla scomparsa dell’uomo sulla Terra in poche settimane.

Le tecniche di lavorazione adottate non hanno mancato di attirare l’attenzione degli operatori sul gioiello, il quale è stato particolarmente ammirato

Emanuele Cannoletta protagonista a Shanghai

Poisoned Hive

dagli addetti ai lavori statunitensi e asiatici.

Il contrasto dei colori, volutamente accentuato e la forma dipendente dal prodotto naturale hanno determinato la grinta di questo pezzo unico, che ispira immediatamente una gioia spezzata dagli eventi, in quanto rappresentazione di un nido, preposto alla vita, e successivamente avvelenato e conquistato dalla morte. Questa evocazione è stata rilevata dai critici praticamente in modo unanime.

Grande curiosità è stata sollevata anche riguardo al nome della linea dei gioielli esclusivi: Lunamante. Tutti gli operatori sia Italiani che stranieri hanno di conseguenza imparato a ricordare il nome di Sanremo e l’abbinamento con il nostro grande artista Antonio Rubino.

Emanuele Cannoletta protagonista a Shanghai

Paperwork

Sul secondo gioiello esposto non possiamo che riferire la conferma del grande successo già ottenuto nelle altre sedi espositive.

“Paperwork” infatti ha il pregio di risolvere in maniera geniale dal punto di vista realizzativo il sogno dei mastri orafi di creare la carta col metallo. È stata ricreata infatti con l’argento la texture della carta stracciata, mentre all’interno del bracciale viene addirittura utilizzata e poi marmorizzata attraverso un processo realizzativo scarsamente usata in gioielleria proprio per la perizia che necessita in fase di creazione.

Il bracciale denuncia lo stress al quale la carta subisce in molti ambiti, evidenziato dagli strappi e lacerazioni abilmente riportati sul gioiello.

Le due opere, insieme a molti altri pezzi unici, possono essere ammirate sul sito del Laboratorio Lunamante.

Cannoletta, terza generazione: si cambia!

Per restare al passo con i tempi e offrire i migliori prodotti e le novità più ambite alla clientela, la nostra azienda cerca di adeguarsi sempre nel migliore dei modi.

10152598_1487446058142436_413782350_n_thumbIn un mercato soggetto a repentini cambiamenti, un atteggiamento di stallo, può provocare la perdita di numerose opportunità e la conseguente sofferenza del catalogo delle offerte, che se non è completato dalle moderne tecnologie, nonchè degli ultimi ritrovati, non può assolutamente ritenersi competitivo.

E tutto ciò, a maggior ragione, nel mondo dell’Orologeria e della Gioielleria, legati indissolubilmente agli aspetti tecnici ed estetici, i quali “pretendono” un costante aggiornamento ed una visione di fondo fresca.

Il timone della nostra azienda passa quindi di mano: avanti le forze fresche!

Una corroborante flebo di “sangue giovane” caratterizza questa svolta, che vede prendere la guida dell’azienda da parte di Emanuele Cannoletta, che è divenuto in ordine di tempo, il terzo Direttore Esecutivo nella Storia di Cannoletta Antica Gioielleria, dopo il nonno Antonio ed il padre Enrico.

Emanuele è nato a Sanremo il 26 agosto 1987, e ha frequentato il Liceo Scientifico nella Città dei Fiori, prima di laurearsi dapprima a Genova e successivamente a Barcellona, in Spagna, conseguendo il Dottorato in Architettura Urbanistica.

Attraverso i suoi studi ha acquisito il senso dell’armonia e dell’estetica, già insite nel suo carattere pacato e riflessivo.

Tornato in Italia ha frequentato per due anni l’Accademia delle Arti Orafe di Firenze, diplomandosi in Oreficeria, e coltivando competenze in Gemmologia.

Durante gli studi fiorentini, Emanuele ha perfezionato tutte le tecniche di costruzione e creazione orafa, andando addirittura oltre, sviluppando gli studi in alcune arti particolari, quali, ad esempio, quella del Mokume Gane, antica tecnica degli orafi che creavano le katane per gli antichi Samurai.

In questa specifica tecnica Emanuele è divenuto un vero esperto, e di ciò si sono accorti anche i media. Il canale satellitare TVA Vicenza-Sky 832, che condivide le frequenze con canali esteri, dedicato alla tecnica orafa, ha infatti sviluppato uno special di oltre 30 minuti nel quale il giovane è stato assoluto e unico protagonista, concedendo una lunga intervista e mostrando alcune fasi della lavorazione. Il lungometraggio è stato girato anche in lingua inglese per la diffusione negli States. Continua a leggere

Storia e Tecnica di Orologeria: Il Cronografo (2)

In questa seconda puntata affrontiamo la Storia dei Cronografi, con particolare riferimento agli strumenti da polso.

Per una completezza formale dal punto di vista storiografico, va anticipato che nel 1862 Adolphe Nicole brevettò il primo dispositivo cronografico in grado di assicurare “start”, “stop” e reset, naturalmente da taschino.

Longines 13ZNAgli inizi del ‘900 si iniziò a sentire la necessità di mettere l’orologio al polso, un po’ per maggiore praticità, ma anche perchè il segnatempo cominciava a divenire uno strumento di massa, anche in virtù della crescente industrializzazione e i cambiamenti di tenore di vita e di filosofia propri di quel periodo.

La vita accennava a divenire più vorticosa di quanto non fu mai fino a quel momento, e l’utilizzo dell’orologio era ormai una vera e propria esigenza.

Con l’avvento dell’orologio da polso, l’uso del cronografo divenne anch’essa più diffuso, e apparvero immediatamente i primi esemplari derivanti da orologi da tasca.

Non pochi furono coloro che fecero modificare la cassa del proprio segnatempo da taschino, e altrettante furono le case produttrici che adattarono i movimenti da tasca in casse da polso, le quali presentavano la particolarità di avere la corona a ore “12” e le anse molto strette.

La data convenzionalmente ritenuta quella di nascita del primo cronografo da polso prodotto in serie, con le caratteristiche sopra citate, è il 1909, con un movimento costruito dalla ditta Moeris.

Un ulteriore e significativo step fu rappresentato da un Omega con movimento 18 linee, immesso sul mercato con cassa brunita e monopulsante, prodotto nel 1913, il quale già presentava la corona di carica posta a ore “3”. Continua a leggere

Il fascino del “vissuto” da Collezione

Il collezionismo evoca delle emozioni particolari che gli appassionati di ogni settore merceologico ad esso relativo ben conoscono.

foto 3Ma tra tutti, il mercato inerente all’Orologeria è forse quello più suggestivo in assoluto, perchè soddisfa un numero illimitato di sensazioni e appaga non solo dal punto di vista ludico, ma anche sotto l’aspetto culturale e addirittura filosofico.

Non c’è nulla infatti di più affascinante che lo scorrere del Tempo, la sua misurazione e il suo controllo.

Ma l’Orologeria d’epoca assolve anche alla funzione apparentemente contraria, ovvero il saper fermare il Tempo, bloccandolo o quantomeno riportando ogni individuo indietro ai periodi di riferimento dell’oggetto cercato ed eventualmente acquisito.

Si spiega in questo modo il grande appeal che riscuote oggi l’Orologeria da Collezione, un tipo di acquisizione tematica che si esprime attraverso una ricerca sempre più competente e serrata di modelli che hanno fatto la Storia.

Osservando un esemplare da collezione, nell’appassionato scattano alcune “molle” che sono difficili da gestire e da controllare.

Personalmente posso narrare l’ultimo aneddoto che mi riguarda, in ordine di tempo, e relativo ad un orologio che … non esisteva …

Mi è capitato tempo fa tra le mani e poi in dono da un collega che non lo considerava minimamente, un vecchio movimento depredato da pseudo-orologiai imprudenti (e anche impudenti) mancante di numerosi pezzi, ma che mostrava fieramente sulla platina l’incisione del suo calibro: Felsa 693.

Come gli addetti ai lavori sanno bene, questo movimento è glorioso per essere stato utilizzato prevalentemente negli anni ’60, anche da brand importantissimi e prestigiosi (Breitling ed altri), in quanto costituiva il miglior rapporto qualità-prezzo nonchè la massima affidabilità possibile per un calendario completo e fasi lunari.

Immediatamente e quasi incoscientemente l’ho adagiato sul mio banchetto da lavoro, nella sezione velleitariamente chiamata dai miei collaboratori “reparto rianimazione”.

E’ iniziata in quel momento un’avventura che è durata anni (circa 10), e si sta concludendo solo in questi giorni. Continua a leggere

Tecnica: Tag-Heuer 1887 e il pignone oscillante

Recentemente e come probabilmente non succedeva da decenni, l’Orologeria offre spunti tecnici raffinati che testimoniano a favore di un dinamismo esplicito del settore, soprattutto favorito dagli studi e dalle ricerche di alcune maison.

1887Tra queste troviamo certamente Tag-Heuer, che ha sviluppato un nuovo calibro di manifattura, il 1887, e che sta lavorando attorno al progetto che vedrà la nascita del prossimo 1969.

Il calibro 1887 ha suscitato grande interesse in Orologeria fin da quando Tag-Heuer acquistò i diritti intellettuali di un progetto di cronografo elaborato da Seiko, e lo trasformò nella base del suo nuovo calibro di manifattura.

Liquidare però l’intero progetto, come alcuni fanno in modo probabilmente di parte, dicendo che Tag-Heuer 1887 ha base Seiko, mi pare oltre che riduttivo sostanzialmente inesatto.

Tag-Heuer non ha fatto che abbreviare tempi e costi di progettazione relativa alle parti meno significative dell’intero progetto, senza dimenticare che in alcune sue realizzazioni, come quella di cui stiamo trattando, Seiko non è certo inferiore a nessuno.

Chiarito questo concetto di base, vediamo come invece Tag-Heuer ha progettato in modo assolutamente esclusivo e peculiare il suo calibro 1887.

Innanzitutto va anticipato che questo prezioso movimento cronografico a carica automatica, dispone della contemporanea presenza di ruota a colonne e pignone oscillante, raggiungendo così performance altamente qualitative in ambito di funzionalità cronografica.

Alle indubbie qualità della ruota a colonne, sulle cui funzioni ci siamo già dilungati in uno specifico articolo su questo stesso blog tecnico, il calibro aggiunge l’enorme valore aggiunto che introduce il pignone oscillante, che tratteremo in questa stessa sede. Continua a leggere

Tecnica: ETA, la meritocrazia al potere!

Da quando Swatch Group ha iniziato a negare i “suoi” preziosi calibri ETA ai brand esterni al gruppo, il mercato e gli appassionati di buona Orologeria hanno iniziato ad accorgersi dell’alta qualità e del prestigio di questi movimenti troppo spesso sottovalutati in passato.

ETA, infatti, può essere a ben ragione considerata la più nota tra le case produttrici attive nel range qualitativo medio-alto.l688.2

Spesso in passato maison importantissime inserite nel range del lusso e della fascia più elevata dell’alto di gamma hanno equipaggiato i loro modelli con movimenti automatici quali ad esempio il mitico 2892, o altri.

Ne derivò che alcuni tra gli appassionati più evoluti, non disposti a spendere cifre esorbitanti per un calibro non di manifattura, svilissero quei prodotti liquidandoli sbrigativamente definendoli “base ETA” quasi questa fosse una caratteristica negativa.

Si può quindi affermare che con la decisione di destinare ai propri brand i famosi calibri ETA (a parte qualche residuale caso), Swatch Group ha fatto indubbiamente un’azione di chiarezza.

Oggi tutti riconoscono la giusta valenza ai movimenti prodotti da ETA, potendo constatare che essi sono finalmente commercializzati ad un prezzo molto conveniente, il quale tiene conto di costi di produzione industriale, ma di eccelse rifiniture effettuate dai tecnici che godono del massimo della tradizione e della considerazione in terra elvetica.

In molte occasioni, ETA riserva alcune produzioni in esclusiva ad un unico brand del gruppo proprietario, raggiungendo quindi un concetto che è quanto di più vicino ci possa essere ad un calibro di manifattura.

Queste scelte strategiche geniali erano state avviate da Nicholas Hayek, che ha oggi nei suoi figli i validi continuatori della sua opera.

Si spiega in questo modo il travolgente successo di maison come ad esempio Longines, tra le maggiormente beneficiate dall’assegnazione di calibri in esclusiva, la quale ha potuto condurre alcune vincenti campagne di marketing, forte del sostegno del gruppo, ma soprattutto filosoficamente confortata da un’immagine di costruzione in-house, e concretamente supportata da un livello qualitativo notevolissimo nonchè da un livello qualità prezzo Continua a leggere

Storia e Tecnica dell’Orologeria – 2.a puntata

Con questa puntata entriamo in un certo senso nel vivo della Storia dell’Orologeria, propriamente intesa.Conciergerie

Quando si parla di orologi, infatti, il riferimento mentale immediato è quello rivolto alla Meccanica, o, recentemente a certa orologeria Elettronica di alto livello.

La Storia dell’Orologeria Meccanica nasce convenzionalmente nel 1370, quando viene issato quello che è considerato il primo orologio da torre della storia, niente meno che alla Conciergerie a Parigi.

Fu incaricato della realizzazione innovativa il lorenese Henri de Vic. Nel 1418 l’orologio venne dotato di un nuovo quadrante, mentre quello definitivo venne applicato nel 1585 commissionato dal re Enrico III, opera dello scultore Germain Pilon. Il quadrante è caratterizzato dalle allegorie di Legge e Giustizia, e furono danneggiate nel corso della Rivoluzione Francese, e successivamente restaurate in una prima fase nel 1852 e poi nel 1909. L’ultimo intervento, limitato alla ri-doratura, è del 2012.

Questo bellissimo orologio ci da la misura della tecnica raggiunta nel XIV secolo, periodo in cui iniziava a prendere la luce la Corporazione degli Orologiai, che fino a quegli anni viveva all’interno di quella dei Fabbri.

L’esempio di parigi venne presto imitato da moltissime città e anche da innumerevoli paesi europei, e ben presto l’architettura si popolò di questi preziosi strumenti che sapevano coniugare armonicamente l’aspetto estetico all’utilità della misurazione del Tempo, ma soprattutto della sua divulgazione.

La tecnica era legata alla genialità dei vari costruttori, i quali si ingegnavano anche a trovare soluzioni personali o interpretazioni sul tema generale che hanno successivamente fatto la Storia. Continua a leggere

Le tecnologie di Citizen ci rendono liberi

ecodriveUn blog tecnico come questo non può esimersi dal soffermarsi sull’alto tasso tecnologico espresso negli ultimi anni da Citizen, ed è doveroso anche in virtù dell’influenza che esse esercitano sulla nostra qualità di vita e, anche, come vedremo, sulla nostra Libertà di individui.

Si può dire senza tema di smentita che il colosso nipponico ha letteralmente trasformato il concetto stesso di Orologeria, adeguandolo ai tempi, pur mantenendo un’immagine di fondo legata alla tradizione orologiera.

Leader nell’Orologeria elettronica, Citizen non ha ceduto alle lusinghe di funzioni eccentriche e appariscenti, riservando i suoi studi a realizzazioni concrete e molto funzionali.

Negli anni ’80, fu realizzato il primo orologio ad energia solare, l’Eco-Drive, progenitore del sistema altamente sofisticato in uso negli orologi odierni.

Eco-Drive non è “soltanto” un modulo a energia solare, ma un vero e proprio progetto che continua sistematicamente ad aggiornarsi e che è nato ed è stato sviluppato in modo specifico per l’alimentazione degli orologi.

E’ evidente che ogni tipo di utilizzo sia foriero di problematiche diverse. Citizen, ben conscia di questa realtà, ha iniziato a studiare il problema in modo peculiare per l’Orologeria, tenendo in debito conto tutti quei fattori tecnici che avrebbero potuto metterlo a dura prova.

Prima di tutto le celle solari di Eco-Drive sono state costruite in modo da esaltare anche la capacità di “cattura” della luce artificiale, e poi sono state concepite per convogliare in modo specifico il massimo dell’energia possibile su accumulatori appositamente pensati. Continua a leggere

Storia e Tecnica dell’Orologeria – 1.a puntata

stonehengeDopo l’articolo di premessa, iniziamo oggi il nostro cammino nella Storia e nella Tecnica dell’Orologeria.

Il Tempo ha sempre affascinato l’Uomo, ad ogni livello, inducendolo a interrogarsi sui grandi temi esistenziali.

Fino dagli albori dell’Umanità, si è sempre cercato di misurare questa entità inarrestabile, che, anticamente veniva spesso divinizzata. I Greci, ad esempio, promossero nell’Olimpo a Dio del Tempo, Kronos, in grado fra l’altro e secondo la leggenda, di modificare l’altrimenti immutabile ritmo del suo trascorrere.

Certamente il primo sistema di misurazione del Tempo è stata l’osservazione astronomica, limitatatamente alla presenza e alla posizione del Sole e della Luna nel Cielo.

Ancora ai Tempi di Gesù, la giornata era suddivisa in ore subordinate alla posizione del Sole.

L’osservazione raggiunse un livello di precisione veramente notevole e ancora oggi possiamo stupirci di quanto meticolese, attente e accurate fossero le deduzioni dei nostri antenati, i quali seppero costruire opere immortali e sofisticate allo scopo di “dominare” il Tempo.

Una di queste è sicuramente il complesso megalitico di Stonehenge, il quale suscita ancora oggi interrogativi e stupore, e che riusciva a canalizzare i raggi del Sole in modo da celebrare con assoluta perfezione Equinozi e Solestizi.

Ma l’ingegno umano non si arrestò alle costruzioni. Si avvicendarono infatti, attraverso i secoli, molte forme di espressione della creatività umana, come gli orologi ad acqua in Cina, ma soprattutto le meridiane in Europa. Continua a leggere