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Orologeria e Gioielleria: come cambia il mercato

Negli ultimi anni abbiamo assistito a profondi mutamenti di usi, consuetudini e costumi altrimenti radicati, che hanno pesantemente cambiato il mondo dei preziosi.

In questo processo una parte determinante l’hanno giocata la grande distribuzione e la rete, non solo, come si potrebbe ipotizzare, per la diffusione dei prodotti, ma anche per la presa di coscienza da parte del consumatore circa caratteristiche e qualità dei beni che si vogliono acquistare.

Il vecchio mercato, dominato da incertezze e pressapochismo, ha ceduto il passo a nuovi orizzonti, in cui si sono affermate certezza di informazione, chiarezza e professionalità.

Le “leggende metropolitane”, inventate per enfatizzare ora un prodotto, ora un brand, nell’epoca del computer hanno vita brevissima e si ritorcono contro chi le lancia.

Personalmente svolgo da anni una battaglia senza quartiere a favore della consapevolezza da parte del consumatore, certo che una maggior coscienza e conoscenza dei prodotti porti alla lunga a premiare le realtà commerciali sane.

Questa tendenza, nel mondo dei preziosi, si avvia a grandi passi ad essere consolidata, grazie anche all’impegno in questo senso da parte dei maggiori e più autorevoli marchi del settore, nonchè degli enti e delle maison maggiormente qualificate.

La conseguenza è un incremento etico e un miglior servizio per tutti.

Naturalmente questo dato di fatto non deve escludere la prudenza, perchè, per parlare in modo brutale ma schietto, la “fregatura” è sempre dietro l’angolo.

Diciamo però che ora gli strumenti per difenderci non ci mancano, sia in termini di controllo che in chiave di scoperta delle strategie aziendali.

Possiamo portare l’esempio dell’Alta Gioielleria, rappresentata degnamente dai maggiori distributori di diamanti con la DTC (emanazione commerciale del notissimo Gruppo De Beers) in testa, la quale è impegnatissima a tutti i livelli affinchè giungano sul mercato esclusivamente gemme “conflict free”. Si chiamano così quei diamanti che non provengono da zone di conflitto, oppure possano finanziare guerre, o che possano essere riconducibili a strane connessioni e poco chiare situazioni etico-morali. Continua a leggere