Tag-Heuer: “Bilanciere? No, grazie”

Se si chiedesse agli appassionati di Orologeria quale componente ritengano essere il più importante per il buon funzionamento dell’orologio, siamo certi che la grande maggioranza risponderebbe che è il bilanciere.

Quando Christiaan Huygens, alla fine del ‘600, introdusse la spirale per il bilanciere, fece compiere all’orologio un passo fondamentale nella sua Storia, e lo fece ritenere da allora insostituibile.

Ma la moderna tecnologia incombente in questo terzo millennio pare non voler rispettare regole nè tradizioni.

Penso proprio che nessuno, prima d’ora, avesse ipotizzato un orologio meccanico da polso senza il bilanciere.

E’ il caso invece di Tag-Heuer Mikrogirder 2000, la fantastica proposta della maison guidata da Jean Christophe Babin, che il 16 gennaio scorso, in una conferenza stampa tenuta nell’ambito del Salone dell’Alta Orologeria di Ginevra, ha annunciato al mondo questa rivoluzionaria innovazione.

L’origine del progetto è stata l’intenzione da parte di Tag-Heuer di migliorare le prestazioni del già avveniristico Mikrograph 1000, il primo orologio meccanico in grado di raggiungere una frequenza di 1.000 Hz. e di indicare il millesimo di secondo attraverso la lancetta cronografica centrale.

L’impresa è stata paragonata all’evoluzione tecnologica che sarebbe necessaria all’uomo, una volta conquistato il pianeta Marte, di approdare fisicamente su Saturno.

E’ stato chiesto agli Astrofici se questa conquista possa oggigiorno considerarsi possibile.

La risposta è stata positiva, relativamente ad un prossimo futuro, ma solo nel caso che si fosse in grado di ridisegnare il cuore degli astronauti!

Partendo da questo spunto, e vista la similitudine con l’impresa di raddoppiare la frequenza di lavoro, Tag-Heuer si è apprestata a studiare le modifiche al cuore dell’orologio.

E’ subito apparso evidente che il sistema di base dei tempi, concepito con l’utilizzo del volantino e della molla spirale, avrebbe introdotto limiti fisici forse insormontabili.

L’unica soluzione che si potesse prospettare era quindi l’eliminazione del bilanciere.

Il reparto Ricerca e Sviluppo della maison di Saint Imier, alla fine, è riuscito nell’intento, ed è nato il sistema che costituisce il cuore del Mikrogirder 2.000.

Un delicato ed armonico gioco di levismi, interviene a calibrare i movimenti di una ruota: è stata questa la soluzione geniale adottata per abbattere ogni record.

Mikrogirder 2.000 presenta fieramente sul proprio quadrante, un’apposita fessura che consente di vedere all’opera questo ingegnoso sistema che funge contemporaneamente da scappamento e da base dei tempi.

Tag-Heuer può essere assolutamente soddisfatta di questo suo nuovo primato, ottenuto senza lesinare sforzi e risorse, comprese quelle umane di caparbia, fiducia, ottimismo e preparazione tecnica.

Occorre prendere atto che ogni proposta di Tag-Heuer comporta un incremento del livello tecnologico dell’Orologeria meccanica in generale, spostando di volta in volta più avanti il limite dell’impossibile.

6 commenti
  1. mirko017
    mirko017 dice:

    Ciao Enrico,
    come sai io non sono proprio ferratissimo a proposito di orologi meccanici (e’ un eufemismo per non dire che sono un po’ ignorante), perche’ prediligo un altro genere di orologi, in ogni caso anch’io fino ad oggi avrei pensato al bilanciere come ad un elemento insostituibile.
    Evidentemente dopo questo modello Tag-Heuer non sara’ piu’ cosi’, anche se immagino che per il momento il bilanciere avra’ ancora lunga vita.
    Suppongo anche che questo gioiello non sara’ venduto ad un prezzo popolarissimo.
    Interessante anche il discorso dell’elevata frequenza di funzionamento: certo non paragonabile a quella di un quarzo, ma comunque notevole per un meccanico.
    Indubbiamente per raggiungere tali prestazioni occorrono tecnologia e materiali di alto livello.
    Ho solo un dubbio che e’ il seguente: mi chiedo, al di la’ del fascino e del prestigio che una simile soluzione comporta, quanti saranno in futuro gli orologi meccanici che adotteranno questo tipo di meccanismo al posto di quello tradizionale?
    Ai posteri l’ardua sentenza.
    Saluti.

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  2. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao Mirko,
    ci conosciamo, quindi non puoi dirmi che sei ignorante in una materia che al contrario conosci senza dubbio meglio di alcuni professionisti.
    Complimenti comunque per la tua modestia.
    In effetti non credo che in futuro tutti gli orologi adotteranno questa soluzione.
    Al contrario dell’elettronica, in meccanica, come tu sai, la produzione di massa arriva ad abbassare i costi, ma fino ad un certo limite.
    Inoltre bisogna considerare che la reperibilità di movimenti tradizionali è ormai super agevole ed alla portata di ogni produttore, mentre il nuovo sistema sarà coperto da brevetto Tag-Heuer per lunghi anni.
    A questo aggiungi che la miglioria del 1/2000 di secondo determina un incremento di performance di altissimo livello, che forse da molti produttori di orologi a grande diffusione e consumo è ritenuta troppo dispendiosa circa il loro target.
    Questa è la mia personale opinione, che naturalmente mi piacerebbe molto confrontare con la tua.
    Un caro saluto.

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  3. mirko017
    mirko017 dice:

    Ciao Enrico,
    troppo buono. Vedi, un conto e’ sapere come si usa un orologio al quarzo radiocontrollato (e magari saperlo descrivere ad altri), ben altra cosa e’ saper mettere le mani in un orologio meccanico (e’ su questo che sono indubbiamente ignorante…).
    Comunque, a parte questo, condivido la tua opinione. Passera’ del tempo prima che la maggior parte degli orologi meccanici adotti questo nuovo tipo di movimento, sempre ammesso che cio’ accada..!
    Di sicuro un simile meccanismo era necessario per raggiungere frequenze di funzionamento molto piu’ elevate, cosi’ come il motore a reazione negli aerei e’ stato indispensabile per raggiungere velocita’ supersoniche altrimenti impensabili con le tradizionali eliche.
    Sta di fatto che oggi, dopo molti anni, possiamo affermare con certezza che il motore a reazione ha avuto una grandissima diffusione, ma, al contrario, e’ ancora troppo presto per dire quale sara’ il destino di questo nuovo calibro Tag-Heuer.
    Mi rendo conto che parlando di queste cose e’ facile sconfinare nell’eterna diatriba dell’orologeria, ossia la disputa “meccanico contro quarzo”, pertanto cedo alla tentazione (Oscar Wilde diceva “posso resistere a tutto, fuorche’ alle tentazioni…”).
    Mi metto un attimo nei panni dell’ingegnere che ha brevettato questo movimento senza bilanciere: indubbiamente per lui cio’ deve motivo di orgoglio e di grande soddisfazione, e su questo sono perfettamente d’accordo, perche’ non e’ da tutti arrivare ad un simile risultato.
    Ho il timore pero’ che si tratti di uno sforzo enorme per riuscire al massimo ad arrivare….secondo.
    Intendo dire che probabilmente neppure questi nuovi calibri senza bilanciere riusciranno mai a raggiungere la precisione di un normale orologio al quarzo e non dimentichiamo poi che esistono anche calibri al quarzo (Breitling, Bulova, Seiko, ecc.) che funzionano a frequenze superiori alla media.
    E se anche un giorno ci riusciranno, non avranno fatto altro che raggiungere un livello di prestazioni che e’ gia’ disponibile oggi ad un prezzo nettamente inferiore.
    Inoltre resta da valutare l’affidabilita’ di un meccanismo sottoposto a sollecitazioni superiori alla media.
    Ecco fatto: ho gettato il sasso nello stagno.
    Adesso vediamo che succede.
    Saluti.

    Rispondi
  4. Alberto
    Alberto dice:

    Caro Mirko,
    pur essendo piuttosto appassionato di orologi ignoro assolutamente quale miracolo ne consenta il funzionamento, e mi riferisco ai meccanici. Il mio punto di vista filosofico, non certo tecnico, è che non abbia senso confrontare lo “strumento” orologio meccanico l’orologio con lo “strumento” orologio elettronico, in quanto si tratta di oggetti basati su tecnologie incomparabili. Da un tale confronto il meccanico non può che uscirne sconfitto, direi “a pezzi”, per usare una metafora tecnicamente pertinente. Il più scarso degli elettronici sarà infatti senz’altro uno strumento più preciso (ed incomparabilmente più economico) del migliore dei meccanici, a causa dei limiti tecnologici di questi ultimi. La scelta del meccanico è unicamente giustificabile dal fascino del movimento (per chi subisce tale fascino ovviamente), appunto dal miracolo di cui parlavo sopra. Ben vengano gli orologi atomici con errori di pochi nanosecondi al giorno, che consentono la realizzazione dei sistemi satellitari senza i quali per esempio non potremmo usare il navigatore, ma al polso io preferisco il meccanico, e chi se ne importa se commette un errore di pochi secondi al giorno, che non impatta cero le mie attività.
    Come dicevo, parere filosofico e non tecnico, spero mi perdonerai.

    Saluti
    Alberto

    Rispondi
  5. mirko017
    mirko017 dice:

    Ciao Alberto,
    non hai bisogno di essere perdonato, perche’ il tuo parere e’ assolutamente condivisibile oltre che molto equilibrato.
    Anch’io sono affascinato dal funzionamento degli orologi meccanici, cosi’ come sono affascinato da tutte le invenzioni geniali che hanno cambiato la vita dell’uomo nel corso del tempo.
    Tuttavia non credo che ne acquistero’ uno, cosi’ come non acquisterei un’auto di cent’anni fa o un televisore a valvole e cosi’ via.
    E’ vero cio’ che tu dici riguardo al fatto che in fondo pochi secondi di scarto al giorno non ti cambiano certo la vita.
    Il fatto e’ che io concepisco l’orologio semplicemente come uno strumento e non come un gioiello o un oggetto di culto, nel caso specifico uno strumento per misurare il tempo.
    Pertanto la prima cosa che mi interessa di tale strumento e’ la precisione, non perche’ io ne abbia assolutamente bisogno (come ho gia’ detto, pochi secondi non cambiano la vita), ma per una semplice questione di principio.
    Naturalmente c’e’ chi la pensa diversamente e preferisce avere al polso un “gioiello”, magari per puro piacere personale o anche per sfoggiarlo di fronte a tutti (c’e’ anche chi indossa copie di orologi famosi unicamente per apparire e non certo per il valore o il contenuto di tali copie).
    C’e’ anche chi continua ad usare un orologio meccanico, non necessariamente di grande valore, solo perche’ magari non si fida delle “nuove tecnologie” o crede di non essere capace di usarle.
    Insomma ognuno e’ libero di scegliere cio’ che preferisce. L’importante e’ che sia consapevole della propria scelta e ne sia soddisfatto.
    Saluti.

    Rispondi
  6. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Lo scambio di opinioni tra Mirko e Alberto è così garbato e competente che non resisto e “devo” intromettermi.
    Devo ammettere di essere tra i fortunati che possono fare il mestiere che hanno sempre sognato di svolgere.
    Prima ancora di essere un addetto ai lavori, mi ritengo un appassionato di Orologeria, e in quanto tale amo sia i meccanici che gli elettronici.
    Devo però ammettere che se dei secondi mi entusiasmano soprattutto i modelli di grande valenza tecnologica (radio-controllati, satellitari, ecc.), dei primi mi commuove ogni modello, dal semplice due lancette, fino ai più sofisticati tourbillion, segno che nella meccanica, nel mio vecchio cuore di orologiaio, c’è un po’ più di spazio.

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