Storia e Tecnica di Orologeria: Il Cronografo (1)

rieussecFino dagli albori dell’Orologeria uno degli scopi maggiormente perseguiti dai mastri orologiai fu la possibilità di misurare con la massima certezza una porzione di tempo ben definita, necessità da molti richiesta in aggiunta alla semplice misurazione del tempo in senso assoluto.

Questa esigenza fu particolarmente sentita ai tempi della prima Rivoluzione Industriale (1730-1830), per misurare i tempi di produzione e i turni di lavoro, ma anche e successivamente in campo sportivo con la nascita dei Giochi Olimpici dell’Era Moderna.

Ancora prima però, i tecnici dell’epoca si cimentarono nella ricerca della misurazione di intervalli di tempo sempre più piccoli.

Da citare in questo contesto un geniale segnatempo ideato nel 1720 dell’orologiaio inglese Graham, il quale mise a punto  uno strumento denominato “Apparecchio di Graham”, un pendolo elaborato in modo da poter misurare in modo costante addirittura 1/16 di secondo.

L’Apparecchio di Graham, pur non essendo tecnicamente un cronografo, in quanto non era in grado di garantire uno “start” del cronometraggio sufficientemente preciso, assolveva comunque e in modo egregio la sua funzione di misuratore accuratissimo.

A questo punto è però necessaria una parentesi lessicale.

Come sappiamo sorge spesso l’equivoco e la confusione tra i termini “cronometro” e “cronografo”. Ebbene questo nostro articolo servirà anche per chiarire che in realtà entrambi sono utilizzati in modo non corretto.

Partendo dall’etimologia dei termini, scopriamo infatti che “cronometro” deriva dall’unione delle parole greche “chronos” (= tempo) e “metros” (= misura).

Sappiamo però che la convenzione orologiera prevede che quersto termine sia applicabile ad un orologio che abbia superato determinati test e parametri (generalmente richiesti ai laboratori C.O.S.C.) e che perciò si possa certificarne in modo inequivocabile la precisione.

Agli orologi ai quali si chiede la funzione di misurare intervalli di tempo particolari, e in grado di partire ed arrestarsi a comando viene convenzionalmente attribuito il nome di “Cronografo”.

Dobbiamo però rimarcare, ancora una volta ricorrendo all’origine etimologica del termine, che questo è in questo caso composto da “chronos” e da “grapho” (= scrivo), detrminandone quindi il riferimento ad uno strumento che “scrive” il tempo.

Ma allora perchè è convenzione usare questo termine? La risposta si trova ancora una volta nella Storia.

Il primo segnatempo in grado di svolgere quelle che oggi chiamiamo funzioni cronografiche fu il “Cronografo di Rieussec”, strumento che rendeva i tempi del cronometraggio attraverso un geniale sistema a due dischi numerati sui quali veniva letteralmente lasciata una traccia scritta da inchiostro.

E’ strano inoltre rimarcare che nessuno, a parte recentemente la maison “Montblanc” abbia mai celebrato questa scoperta di carattere fondamentale per l’Orologeria, ma oserei dire anche per la nostra qualità della vita.

La maison Montblanc, anche in omaggio alla sua grande tradizione legata agli strumenti di scrittura, ha creato un orologio da polso che esteticamente riprende in modo molto convincente il Cronografo di Rieussec, anche se l’inchiostro non è attualmente contemplato per il bellissimo movimento di manifattura utilizzato.

Resta però ancora un interrogativo abbastanza suggestivo. Ma allora, se i cronografi moderni non “scrivono” il tempo, ma semplicemente lo indicano su un quadrante, è corretto continuare a chiamarli “cronografi”? La risposta è no! Il termine corretto anche se desueto e non utilizzato per convenzione sarebbe “Cronoscopio”, ovvero “oggetto che mostra il tempo”.

Dopo questa lunga disquisizione siamo pronti per affrontare ancora un po’ di Storia del cronografo, e successivamente addentrarci nella interessantissima parte tecnica, ma questi saranno argomenti trattati in uno dei prossimi articoli.

Vi invito quindi, se siete interessati alla tecnica orologiera, di continuare a seguire il nostro blog e le novità che via via cerchiamo di sottoporre all’attenzione dei lettori.

 

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