Storia e Tecnica dell’Orologeria – 1.a puntata

stonehengeDopo l’articolo di premessa, iniziamo oggi il nostro cammino nella Storia e nella Tecnica dell’Orologeria.

Il Tempo ha sempre affascinato l’Uomo, ad ogni livello, inducendolo a interrogarsi sui grandi temi esistenziali.

Fino dagli albori dell’Umanità, si è sempre cercato di misurare questa entità inarrestabile, che, anticamente veniva spesso divinizzata. I Greci, ad esempio, promossero nell’Olimpo a Dio del Tempo, Kronos, in grado fra l’altro e secondo la leggenda, di modificare l’altrimenti immutabile ritmo del suo trascorrere.

Certamente il primo sistema di misurazione del Tempo è stata l’osservazione astronomica, limitatatamente alla presenza e alla posizione del Sole e della Luna nel Cielo.

Ancora ai Tempi di Gesù, la giornata era suddivisa in ore subordinate alla posizione del Sole.

L’osservazione raggiunse un livello di precisione veramente notevole e ancora oggi possiamo stupirci di quanto meticolese, attente e accurate fossero le deduzioni dei nostri antenati, i quali seppero costruire opere immortali e sofisticate allo scopo di “dominare” il Tempo.

Una di queste è sicuramente il complesso megalitico di Stonehenge, il quale suscita ancora oggi interrogativi e stupore, e che riusciva a canalizzare i raggi del Sole in modo da celebrare con assoluta perfezione Equinozi e Solestizi.

Ma l’ingegno umano non si arrestò alle costruzioni. Si avvicendarono infatti, attraverso i secoli, molte forme di espressione della creatività umana, come gli orologi ad acqua in Cina, ma soprattutto le meridiane in Europa.

Anche in questo caso si può riscontrare l’alta capacità intellettuale dei Popoli Antichi, i quali, attraverso studi e prove, misero a punto gnomoni e tabelle che ancor oggi suscitano l’ammirazione, non solo dal punto di vista artistico, ma anche e soprattutto tecnico, con inclinazioni perfette e tabelle di proiezione dell’ombra sempre più elaborate.

Restava però irrisolto il problema della portabilità di uno strumento misuratore del Tempo.

Fino a quel momento, e a dire il ancora per qualche secolo, il problema non potè essere risolto, e la scoperta della Clessidra, nonostante la sua importanza e ingegnosità, fu un semplice palliativo, in quanto era trasportabile ma espletava le funzioni di un cronografo per brevi periodi, più che di un orologio vero e proprio. Aveva inoltre la controindicazione di non essre “auto-sufficiente”, ma al contrario di necessitare dell’intervento umano preciso e puntuale per il suo capovolgimento al termine del periodo previsto.

Giungiamo così in un’epoca fondamentale per la Storia dell’Orologeria, il XII secolo, periodo in cui l’alta creatività dei fabbri, da cui deriva la categoria di orafi e orologiai, iniziò a considerare seriamente la questione della misurazione del Tempo.

Era quella l’Era eroica che preludeva a quella dei Signori e dei Comuni, e l’alta operosità dei Borghi e delle Confraternite artigianali fungeva da motore anche intellettuale.

Le prime realtà di agglomerati medioevali si arricchirono di Torri, le quali vennero ben presto impreziosite dai primi orologi, i quali, per la prima volta nel corso dell’evoluzione dell’Umanità, introdussero il concetto certo e condiviso dell’orario comune, svincolato da calcoli o interpretazioni personali: era nata “l’ora ufficiale”.

Termina qui la prima parte di questa lunga rubrica, che, come annunciato, non poteva nella sua prima parte che essere esclusivamente teorica e ricca unicamente di cenni storici, magari banali, ma indispensabili per poter costituire una base a tutto l’argomento, che ci porterà a inoltrarci nei meandri più tecnici dell’Orologeria moderna e attuale.

Con la prossima puntata, pur ricca ancora di cenni storici, si affacceranno le prime nozioni tecniche che verteranno sugli orologi da Torre, la visualizzazione dell’orario a una o due lancette, e i primi quadranti adottati.

 

 

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