Scappamento coassiale e spirale libera in silicio

Scappamento coassiale e spirale libera in silicio

La tecnica orologiera costituisce una branca della meccanica fine che suscita molto interesse e un’enorme suggestione a una moltitudine di persone in virtù dell’estrema delicatezza delle lavorazioni e della miniaturizzazione dei meccanismi.

A chi non è addetto ai lavori potrebbe costituire un elemento di sorpresa sapere che per oltre due secoli la struttura di base e concettuale di un orologio da polso è rimasta pressoché la stessa. Ciò ovviamente non significa che la qualità e la precisione non siano migliorate, perché queste dipendono anche dalla perfezione esecutiva, dalla tecnologia in ambito di macchine per la costruzione e dai materiali utilizzati.

Abbiamo vissuto però di rendita per 40 lustri in relazione alla realtà concettuale: molla come propulsore, ruotismo, ancora piana, bilanciere a spirale, magari con curva Breguet. Nulla era stato cambiato.

Alla fine del XX secolo, e precisamente nel 1974, un orologiaio-visionario di grande fama e di enorme talento, George Daniels, si impose di superare il problema degli attriti introdotti dalla trasformazione del movimento rotatorio del ruotismo in quello oscillatorio del bilanciere. Fino a quel momento nessuno aveva mai trovato un sistema migliore che quello a scappamento lineare, in cui una ruota, detta di scappamento, attraverso denti opportunamente modellati per impedire il ritorno e spingere e contemporaneamente bloccare la corsa di un meccanismo a tre bracci (àncora) che compie il movimento porzione di cerchio e ritorna all’aggancio successivo nella posizione originaria.

C’è da sottolineare che si trattava, ed è tuttora una soluzione geniale, ma che produce un attriti che si riteneva inevitabile.

George Daniels ragionò da vero genio, e si occupò di creare una variante rivoluzionario per concezione e anche per struttura dell’àncora stessa, inventando lo scappamento coassiale.

Esso consiste nel variare i punti di contatto tra ruota di scappamento e ancora, la quale non dispone più di una distribuzione tradizionale degli angoli tra le sue leve e il braccio centrale. La ruota inoltre incontra il levismo dell’àncora su piani diversi, esendo in realtà costituita da due ruotismi coassiali tra loro. La particolarità che dimostra la perfezione di questo sistema è che in pratica esso che così fluido da non necessitare di lubrificazione, limitando al minimo assoluto la necessità di manutenzione.

Daniels impiegò 2 anni a mettere a punto in modo concreto il suo progetto, e nel 1976 lo offrì alle maggiori case orologiere le quali lo accolsero incredibilmente con scetticismo, dimostrando poca lungimiranza tecnica.

Nel 1980, un altro genio dell’orologeria, Nicolas Hayek, gran patron di Swatch Group, acquistò da Daniels i diritti intellettuali dello scappamento coassiale e iniziò a studiarne la realizzazione. Nel 1999 lo scappamento coassiale fu realizzato completamente e iniziò ad essere inserito nei vari progetti relativi agli orologi Omega.

balans_zps1570d2e5La stessa maison, negli anni successivi introdusse un’altra eccezionale modifica che implica un aggiornamento dei materiali di utilizzo, ma addirittura l’eliminazione di un altro elemento, per così dire, di disturbo per il bilanciere: la racchetta di regolazione della marcia oraria.

I tecnici sanno che anche in questo caso da secoli si procede a regolare la precisione di un orologio agendo sulla prima spira della molla a spirale, ovvero quella che fa compiere il suo caratteristico movimento al bilanciere. Accorciando l’estensione dell’allargamento della spirale si faceva ritardare l’orologio, mentre allargandola lo si faceva avanzare.

Ovviamente questo risultato si otteneva attraverso due spine entro le quali si inseriva la prima spira, la quale veniva opportunamente guidata. Inutile dire che questa interazione creava ovviamente del disturbo al libero movimento della spirale.

Omega ha quindi pensato di creare una spirale in silicio 14, ovvero in un materiale che oltre a possedere l’elasticità appropriata per svolgere le mansioni di Scappamento coassiale e spirale libera in silicioquesta delicatissima molla, risulta quanto di più inalterabile e insensibile termicamente ci possa essere tra i materiali conosciuti. L’adozione della spirale in silicio, ha quindi aperto la possibilità di calcolare per ogni movimento e quindi per ogni bilanciere, la propria specifica spirale, che raggiunge il numero di alternanze orarie volute senza mai discostarsi dal proprio standard e senza necessitare di racchetta regolatrice con le spine che la toccano e la disturbano.

Ma c’è di più. Omega, ben conscia di quanto abbia abituato alla perfezione i suoi appassionati, ha individuato anche un mezzo alternativo per correggere, se mai ce ne fossero, anche le minime alterazioni di marcia, attraverso un sistema di contrappesi mobili, modificabili a torsione, e piazzati sul braccio centrale del volantino.

In questo momento possiamo senza tema di smentita affermare che il sistema combinato di scappamento coassiale e spirale libera in silicio adottato dai movimenti di manifattura Omega è la frontiera più estrema della tecnica strutturale orologiera sui sistemi segnatempo da polso.

La prossima frontiera sarà ancora di Omega, ed è già sul mercato.

Nel nostro prossimo appuntamento con la tecnica, affronteremo la questione della resistenza al magnetismo, dove la maison svizzera ha surclassato una delle più note aziende competitor portando i suoi risultati ad essere ben 15 volte superiori: parleremo del “> 15.000 Gauss”.

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