Restauro di un Waltham

Ho avuto modo più volte di sostenere che quello dell’orologiaio è il mestiere più bello del mondo!

L’incontro con micro capolavori della tecnica non può che emozionare, e la possibilità di penetrare nei loro segreti è affascinante.

Il massimo è però quando si ha la soddisfazione di ridare la vita a qualche meccanismo che si pensava perduto.

Alcuni giorni orsono, chiacchierando con un collega ho visto in un angolo della sua vetrina interna, un vecchio e malandato orologio da tasca.

Ho chiesto, per pura curiosità di vederlo e mi accorsi che si trattava di un Waltham.

Il mio collega mi disse di non entusiasmarmi troppo: si trattava di un ferro vecchio praticamente irreparabile con la lancetta dei minuti mancante.

Feci notare che comunque valeva la pena di tentare, trattandosi di una delle marche che hanno fatto la storia dell’orologeria.

Per farla breve, l’orologiaio mi ha regalato l’orologio in quanto riteneva quella del recupero un’impresa disperata.

Chiedendomi tra me e me se ci fosse un inghippo, notai che invece il bilanciere oscillava regolarmente, seppur fermandosi in breve tempo, e che la spirale pareva in piano.

Tornando in laboratorio, lo confesso, terminai i lavori già iniziati con un angolo della mente sempre rivolto al mio nuovo Waltham.

Il meccanismo è a vista attraverso un vetro in plastica tutto ingiallito, ma lascia comunque notare le fini incisioni sul ponte del bilanciere.

Finalmente riesco a metterci le mani sopra e decido di documentare l’eventuale recupero con alcune foto.

Smonto canonicamente prima la cassa, poi il quadrante e infine il ponte del bilanciere. Dopo aver provveduto a disarmare la molla estraggo l’ancora e il suo ponte.

Il ponte del bariletto non presenta difficoltà e ne smonto il perno.

Tutto regolare.

Chausse, dall’altro lato del movimento, tutte le basculles, e per ultimo il ponte del ruotismo con le relative ruota di centro, ruota mediana, ruota dei secondi e ruota di scappamento.

Controllo tutto, non vedo anomalie e quindi procedo al lavaggio e a detergere ogni singolo pezzo.

Le operazioni di rimontaggio sono semplici e scorrevoli. Mi rimane sempre in mente però un dubbio: quale sarà la sorpresa che ha sempre impedito agli orologiai di condurre a termine una revisione completa?

Riassemblo il bilanciere, che nel frattempo avevo smontato dal suo ponte per una migliore pulizia, e, sospettoso lo monto.

Inizia immediatamente ad oscillare con un’ampiezza che a occhio mi pare accettabile.

Prova crono-comparatore: l’orologio risulta in scappamento ma, pur avendo la coda della racchetta posta nella posizione estrema per farlo anticipare nella marcia oraria, l’orologio ritarda di più di 3 minuti al giorno: inaccettabile.

Osservo da vicino il sistema di regolazione con la sua placca eccentrica. La smonto e provvedo a regolare brutalmente la marcia oraria intervenendo sulla racchetta.

Magnifico: l’orologio si posiziona su 220° di ampiezza e 3” al giorno di anticipo.

Resta però il fatto che la posizione della coda della racchetta, quando l’orologio è regolato, non lascia montare la placca eccentrica.

Ecco qual’era il problema: non si era riusciti a render preciso l’orologio se non eliminando colpevolmente la piastra. E ciò non si fa!

Mi chiedo:  è possibile che nessuno in tutti questi anni non abbia pensato ad intervenire sulla curvatura della spirale?.

Detto e fatto, mi armo di pazienza, mano ferma e coraggio.

Fatto!

Ora per riportare l’orologio ad una marcia oraria di + 3” al giorno devo spostare la coda della racchetta proprio in modo da poter accogliere la piastra eccentrica, che, tra l’altro era montata a rovescio e quindi “rubacchiava” qualche secondo in regolazione.

A questo punto viene la fase più piacevole: la lucidatura della cassa e la sostituzione dei due vetri.

Non riesco a trovare una lancetta dei minuti che si adatti come dimensioni e foro, ma decido di rimandarne la ricerca: fino a quando non ne avrò trovata una perfetta porterò l’orologio dilettandomi con la sola lettura della lancetta delle ore come usava ai primordi dell’orologeria.

Ecco come appare l’orologio dopo il restauro:

Devo confessare però che di tutta questa storia, la cosa che più mi ha fatto sorridere è stata la faccia del mio collega dopo avergli mostrato il mio Waltham.

Permettetemi ora un invito agli appassionati.

E’ vero che orologiai non ci si può improvvisare, ma per quei piccoli interventi per i quali non è strettamente necessario l’intervento di un tecnico si può benissimo e con poca spesa allestire un mini-laboratorio casalingo.

L’importante è non avere la presunzione di sapere tutto e cimentarsi in lavori impegnativi.

Il riposizionamento di una lancetta caduta, il fissaggio del vetro,e altre piccole operazioni, ad esempio danno molta soddisfazione.

Un mio cliente ha allestito uno spazio nello studiolo di casa, esclusivamente per aprire i fondelli degli orologi che compra con pochi Euro ai mercatini. Studia i meccanismi senza smontarli, si diverte a fare ricerche in Internet, e successivamente prova ad azzardare una diagnosi per la riparazione. A questo punto porta l’orologio nel mio laboratorio e si diverte a seguire gli aggiornamenti che gli fornisco sulle varie fasi del recupero: in questo modo ha messo su una invidiabile collezione di pezzi particolari.

Coraggio, provateci anche voi! Chiedetemi pure consigli: cercherò di dare sempre la migliore risposta.

36 commenti
  1. giovanni
    giovanni dice:

    buorngiono enrico, ho letto la cronistoria del tuo walthman stupenda nessuno mai l’avrebbe fatto. purtroppo gli orologiai nn vogliono rogne ne perdi tempo! nn hanno fantasia. E’stupendo far ripartire un orologio dopo anni e anni. Credimi diventa parte di te almeno a me fa questo effetto. Quando cambio anche un asemplice batteria nn posso fare ameno di smontare anche il quadrante e pulire (forse sono esagerato) in modo scrupoloso al massimo perdendo anche un ora lancette e quadrante perchè odio anche il piu piccolo segno di polvere. e sono attento anche a nn segnare nulla. togliendo anche anelli orologi e braccali dal polso. purtroppo nn ho il cronocomparatore, per regolare quel chrono meccanico manuale che ti ho accennato ieri. è vecchissimo!

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  2. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao giovanni,
    ritengo che tu abbia tutte le caratteristiche necessarie per dedicarti seriamente all’hobby dell’orologeria.
    Una buona strumentazione di base non è assolutamente costosa, e potresti sperimentare se effettivamente ti piacerebbe dedicare più tempo a questa attività.
    Inoltre i mercatini sono miniere di orologi su cui fare esperimenti e prove smontaggio: con pochi Euro potresti comprare un orologio da tasca, che anche fosse non più riparabile, ti consentirebbe di fare pratica nello smontaggio.
    Se decidessi di provare fammelo sapere in modo da poterti dare indicazioni su attrezzatura a buon mercato, allestimento dello spazio in cui lavorare e fasi di smontaggio dell’orologio.
    A presto.

    Rispondi
  3. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    grazie enrico, sei troppo gentile. però nn ti nascondo che è un bel po che penso ad un pikkolo laboratorio. Quando lavoravo in officina avevo progettao e sperimentato una pikkola autoclave con manometro e testata fino ai 23 bar per prove sub. Purtroppo aa malincuore nn l’ho portata via con me.

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  4. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Enrcio pensandoci bene ho un orologio roamer 15 rubini swiss made che mi hadato mio nonno parliamo di anni 35-40!ovviamente nn marciante, l’alberino della corona è spezzato, manca la lancetta dei minuti, quella dei secondi indipendente alle ore 6, quadrante rettangolare. il meccanismo è completo nn manca null anche perchè mio nonno nn l’ha mai revisionato. la cassa rettagolare è messa male, necessità di una lucidatura e il vetro in plexy da cambiare quest’ultimo è curvato. secondo te ce la posso fare?di quali strumenti e soluzioni ho bisogno e poi visto ch enn ho il chrono comparatore come faccio a regolarlo?. il bilanciere e fluido all’apparenza e movimenta la lancetta die secondi. credo che però sia tutto incrostato. aspetto tu enotizei con ansia!Appena posso ti mando delle foto 🙂

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  5. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao giovanni mocerino,
    attendo lke tue foto ma nel frattempo ti fornisco qualche indicazione.
    Mi pare l’orologio adatto per iniziare, ma operando con almeno i pochi attrezzi di base.
    Per iniziare (ma se vai avanti mi raccomando sostituiscili) puoi utilizzare quei kit da orologiaio che trovi anche su ebay.
    Per esempio mi pare abbastanza completo il kit che trovi a questo link:
    http://cgi.ebay.it/attrezzature-orologi-orologiaio-watch-tools-/170626152186?pt=Accessori_e_Ricambi&hash=item27ba1c76fa
    al quale però dovrai aggiungere del liquido per la pulizia dell’orologio e l’olio Moebius.
    Se invece hai già qualche strumento, puoi trovare su ebay ciò che ti manca.
    Quando avrai deciso di continuare sarò lieto di elencarti l’attrezzatura di base e due o tre nomi di fornitori da cui acquistare.
    Ritornando al tuo Roamer, facendo bene attenzione, puoi svitare leggermente la vite che trovi abbastanza vicina all’albero di carica.
    La riconosci anche perchè è di dimensioni diverse da quelle del ponte del bariletto.
    Andando cautamente e per tentativi, svita leggermente la vite, provando dopo ogni quarto di giro ad estrarre il pezzo rotto dell’albero di carica.
    Una volta terminata l’operazione, leggi con una lente ciò che è inciso solitamente sotto il bilanciere.
    Quello è il calibro del tuo Roamer.
    Quando sei a conoscenza del calibro e hai estratto il pezzo rotto, potrai sostituire l’albero di carica da te.
    Fammi sapere se vuoi proseguire nell’impresa.
    Salutissimi.

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  6. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Enrico allor aappena sono arrivato a casa ho provato a svitare la vite pikkola della corona e senza alcuna difficoltà è venuta via al primo tentaivo.:)).Ho provato a togliere il bilanciere ma nn vien evia con molt afacilità e nn ho visto alcuna numero che possa identificare il calibro almeno per l’operazione che ho tentato. Ci sono molti ponti e nn sembra difficile.Resto stupido dalla qaualità dei materiali, il materiale dei ponti e lucidissimo nonostante l’età. inoltre notavo che girando il meccanismo sottosopra la lancetta delle ore si sposta atratta dalla forza di gravità evidentemnte ce qualcos adi rotto o da sistemare.pera quanto riguiarda l’attrezzatura ho già qualcosina. però sicuramente dovrò acquistare il giusto indispendabile per iniziare il lavoro. 🙂

    Rispondi
  7. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao giovanni,
    la vite dell’albero (in realtà si chiama vite del tiretto), non va svitata tutta, altrimenti sei costretto a smontare tutto l’orologio per fissare in futuro l’albero di carica.
    Prima di continuare a smontare l’orologio devi procedere a scaricarlo (anche se è fermo da anni potrebbe avere la molla armata).
    Per eseguire questa operazione (ora che l’albero di carica è rotto) bisogna molto abilmente disarmare la ruota del bariletto allontanando il cricco.
    Per fare correttamente questa operazione è meglio se mi invii una foto del meccanismo per poterti indicare dove mettere le dita.
    Il pericolo è, se la molla fosse armata, molto grave: la forza dinamica della molla indurrebbe il bariletto a spingere sulle ruote e quando smonti l’ancora, si libera tutta la forza improvvisamente facendo schizzare l’ancora via, e premendo eccessivamente sui perni delle ruote che potrebbero rompersi.
    Inoltre ci potrebbero essere problemi anche per l’incolumità del viso dell’orologiaio che facesse questa manovra in modo incauto.
    Tutto questo non succede se l’orologio è completamente scarico, ma di questo non puoi esserne sicuro.
    Ciaooooo

    Rispondi
  8. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Ciao enrico, nn ti ho risposto in questi giorni per motivi di lavoro. Ti volevo aggiornare sul locman, ieri pomeriggio sono anadayo a ritirarlo. purtroppo ho notato che il fondello in titanio presenta molti segni, e le 4 viti rovinate. Mentre il quadrante presenta polvere e garnelli. Spero che andando in presso il centro assistenza autorizzato nnn abbia dei problemi. Credo che mi faranno dei problemi. Anche se spiegherò tutto. Secondo te posso togliere la licenza al rivenditore?anche se nn hanno messo loro le mani sull’orologio.

    Rispondi
  9. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao Giovanni,
    Non ho contatti con Locman e quindi non so prevedere i loro comportamenti.
    Dipendera’ tutto dalla loro disponibilita’ a credere alla tua versione. Personalmente ritengo che per evitare una cattiva pubblicita’ possano anche sostituire l’orologio. E’ quanto ti auguro.
    Sicuramente le righe sulla cassa danno loro un’arma per risponderti negativamente. Fammi sapere.
    Salutoni.

    Rispondi
  10. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Ciao enrico sono stato in assistenza oggi, davvero un bel laboratorio dal 1958 specializzati in rolex, piaget, longines.ect. ect…. mi hanno detto che sosituiscono il calibro e lelancette pulendo tutto il quadrante. per il fondo della cassa segnato nn è possibile sostuire o fare una lucidatura perchè in titanio, difficile da lavorare. Pioi mi ha spiegato che è una cassa che costa molto, per i materiali utilizzati. Ho chiamato la sede centrale locman e mi ha detto per i graffi devo solo scrivere al rivenditore e mandarlo per conoscenza a loro, in modo tale da prendere dei provvedimenti, per la mancata cura alla soluzione del problema.

    Rispondi
  11. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao Giovanni,
    mi pare una soluzione accettabile.
    Locman ha dato una buona prova di correttezza.
    Per quanto riguarda i graffi sulla cassa, non credo che il concessionario possa risolvere il problema.
    L’unica soluzione sarebbe la sostituzione, ma pare che neppure la sede voglia prendersene carico.
    Attendi gli sviluppi.
    Salutissimi e a presto.

    Rispondi
  12. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Ciao enrico, sei sempre gentile, cmq ho visto da vicino il longines che appare sulla schermata del tuo blog, costa 2300 euro , da dire molto bello e curato. Cos ami dici di questo orolgio? e specialemnte sul movimento che a quanto ho caopito è di manifattura longines e eta. grazie

    Rispondi
  13. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao Giovanni,
    il Longines 24 ha un calibro Eta come base, ed è molto ben rifinito.
    Si tratta di un automatico con le dovute modifiche nella demoltiplica per la visualizzazione dell’ora su 24.
    La produzione sarà molto limitata.
    L’ho prenotato, quindi, al momento del suo arrivo sarò in grado di pubblicare un ampio rapporto.
    Salutoni.

    Rispondi
  14. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    @Giovanni,
    posso fornirti altre notizie sul Longines 24.
    Il calibro base è, come ti dicevo un ETA, ma si tratta dell’ETA A07. Considera che ETA A07 L21 è stato prodotto in esclusiva per il Longines quadriretrogrado, meglio conosciuto come L698.
    Nel Longines 24 viene montato come calibro base ETA A07 171, che si chiamerà L704.
    Rispetto al meccanismo del quadriretrogrado, quello del modello 24 ore è più sottile di mm. 1,1. Ha 24 rubini e il suo diametro è di mm. 36,6. Le oscillazioni sono 28.800, mentre la riserva di carica arriva a 46 ore.
    Un’immagine del calibro la trovi a questo link:
    http://blog.gioielleriacannoletta.it/immagini/L704.jpg
    Ciaooooo.

    Rispondi
  15. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    E’molto bello. Appena metto qualcosina da parte voglio farmi davvero un bel regalo. Ti è mai capitatao di lavorare su orient?

    Rispondi
  16. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao Giovanni,
    ritengo Orient un’ottima marca.
    Ho avuto occasione di trattarla seppure in modo abbastanza marginale, circa 20 anni orsono.
    Attualmente sto notando un certo dinamismo e modelleria adeguata.
    Purtroppo, a mio giudizio, non ha mai “sfondato”, anche perchè chiusa dallo strapotere delle altre due marche giapponesi, Citizen e Seiko, per cui la fetta di mercato a cui si rivolge si è assottigliata.
    Il pubblico si divide, come tu sai, tra chi apprezza e chi snobba i prodotti giapponesi.
    I primi rivolgono la loro attenzione soprattutto a Citizen e Seiko.
    Ultimamente, Orient ha acquisito un look swiss-like, perciò potrebbe emergere.
    Tecnicamente sono molto validi.
    Salutoni.

    Rispondi
  17. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Quanto hai detto è legge!Infatti un anno e mezzo circa ho acquistato un orient mako automatico, 200 mt sub, corone a vite. ho avuto modo di smontarlo perchè ero curioso, fatto davvero bene, sulla’ffidabilità e precisione è eccellente, lo indosso quasi ogni giorno. in un mese ho riscontrato con il mio bel pilot che la marcia aumenta di soli 70 secondi!Da dire che tar palestra e vita giornaliera ne prende di scossoni! poi ho notatto che come acciaio a differenza del 316 l e quello utilizzato da citizne come da altre marche nn si crea ossido dovuto al sapone o calcare.Ritengo ch esia un amrca molto valida ma come hai detto nn è decollata.

    Rispondi
  18. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Dimenticavo enrico, acquistato in un orologeria di Napoli che ne ha in quantità indistruiali di orient come tante altre marche a soli 60 euro!!!!!!se hai tempo su you tube se scrivi orient mako Vs eta 2824 puoi veder ele differenze. il movimento automatico self winding 21.600 h/h

    Rispondi
  19. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    enrico vedendo nei miei resti di orologi ho trovato un citizen cosmotron eletronic calibro 7803A, va a batteria ma è un automatico. nn va credimi se nn fossi cosi lontano te lo darei con molto piacere.

    Rispondi
  20. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Ciao enrico colgo l’occasione di augurarti tanti auguri di Buona pasqua a te e famiglia!. Un piccolo questito quale tra questi 2 movimenti è piu valido eta 7750 o eta c01.211? e se l’ultimo viene usato anche da longines. Di nuovo auguri!

    Rispondi
  21. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao Giovanni,
    scusa se contraccambio gli auguri solo ora, ma sono fuori sede.
    Riguardo al confronto devo dirti che il 7750 e’ un calibro Valjoux, ed e’ vero che il c01 viene utilizzato come base da alcuni Longines.
    Un confronto richiederebbe pagine di descrizioni.
    Personalmente riconosco nel c01 alcuni accorgimenti tecnici molto validi.
    Ricorda pero’ che il Valjoux 7750 rappresenta un pilone portante dellOrologeria degli ultimi decenni.
    Ancora tanti auguri di cuore a te ed alla tua famiglia.
    A presto.

    Rispondi
  22. marco taddei
    marco taddei dice:

    Ciao Enrico ,complimenti!! un restauro da manuale,riportare in vita un pezzo di storia e’ sempre una grande emozione ,mi raccomando la lancetta dei minuti e’ l’ultimo tassello mancante per completare l’opera , ciao a presto Marco

    Rispondi
  23. nadia
    nadia dice:

    Ciao..non so propio dove sbattere la testa ho un orologio WALTHAM che aimè da tempo ha deciso di smettere di fare il suo lavoro. Ovviamente è un cimelio di famiglia. E’ stato tramandato di padre in figlio e ora mio padre vorrebbe cederlo per mantenere la tradizione. Abbiamo provato a farlo riparare ma inutilmente……Aiutooo, sapresti dirmi a chi rivolgermi? Io sono di Milano …spero tu possa aiutarmi

    Rispondi
  24. CLAUDIO ZANETELLO
    CLAUDIO ZANETELLO dice:

    Possiedo un Walthan n. 1350342 con garanzia 20 years – 15 jewels, probabilmente risalente agli anni 1897-1903. Non sono riuscito a trovare un laboratorio per rimetterlo in funzione.
    Non tiene il tempo. Abito a Vimercate (MB). Mi puoi indicare un laboratorio vicino a Milano in grado di aiutarmi ?
    Grazie per la tua disponibilità. Mi è gradito nel frattempo porgerti i miei più distinti saluti. Claudio Zanetello

    Rispondi
    • Enrico Cannoletta
      Enrico Cannoletta dice:

      Caro Claudio, grazie per aver visitato il nostro sito.
      Complimenti per il tuo Waltham.
      Dal punto di vista della valenza prettamente storica del tuo orologio occorre scegliere attentamente l’orologiaio a cui affidarlo
      Ti consiglio di rivolgerti ad un serio professionista facendo un appello sui forum piu diffusi, quali ad esempio http://www.orologiko.it (un senatore del forum ha il laboratorio in zona Niguarda ed è il mitico “attila”) oppure http://www.orologiando.org
      Potresti anche prendere in considerazione la sede di Swatch Group in via Washington 70, ma non sono certo accettino di riparare orologi esterni al circuito Swatch Group.
      Cari saluti.

      Rispondi
  25. Raffaele
    Raffaele dice:

    Possiedo un Waltham, forse del fine ottocento, vorrei identificarlo tramite il numero di serie ma non riesco ad aprirlo, la cassa non presenta segni di giunzione. Potresti darmi indicazioni per smontarlo? Grazie.

    Rispondi
    • Enrico Cannoletta
      Enrico Cannoletta dice:

      Gentile Raffaele, dovresti cortesemente inviarmi una foto del tuo Waltham, con particolare riferimento ai segni di giunzione.
      Solitamente per aprire un fondello è sufficiente inserire una lama affilata e fare leva in modo da separare il fondello dalla carrure.
      Attendo comunque le foto a [email protected]
      Salutissimi.

      Rispondi
  26. stefano
    stefano dice:

    salve vorrei sapere se è possibbile quanto costa un vetro di un waltham e smontandolo mi è caduto un pezzo non riesco acapire dove era messo vorrei mandarti una foto ma non so come fare

    Rispondi
  27. Massimo
    Massimo dice:

    Buongiorno, possiedo un waltham da tasca in oro 14k acquistato alcuni anni fa in un mercatino già restaurato e cammina regolarmente, solo che maneggiandolo mi si è staccato il cerchietto che regge il vetro(che poi il mio non è vetro ma plastica). Lei potrebbe fare questo lavoro?

    Rispondi

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