Orologeria nel terzo millennio: strumenti e attrezzatura

Quella dell’Orologiaio è una figura che evoca immagini romantiche.

Se chiudiamo gli occhi, immaginiamo il tecnico nel suo camice bianco, con la lente applicata tra zigomo e sopracciglio, curvo sul suo banchetto da lavoro zeppo di minuscole rotelline.

Si può tranquillamente affermare che, oggi, nel terzo millennio, questa immagine è assolutamente falsa.

Del vecchio e tradizionale sterotipo di Orologiaio non è rimasto quasi nulla, neppure la postura.

Assistere all’opera di un moderno tecnico, ai nostri giorni, potrebbe facilmente sorprendere chiunque.

Sono comparsi guanti e copri-scarpe.

Nell’arco di pochi anni sono cambiati strumenti e attrezzature, e addirittura i banchi da lavoro sono ormai irriconoscibili, al punto che se un vecchio orologiaio rientrasse in laboratorio dopo una prolungata assenza, stenterebbe a riconoscere l’ambiente.

Le vecchie punzoniere hanno perso molte delle funzioni a cui erano dedicate, prima tra tutte il loro utilizzo per la sostituzione degli assi del bilanciere, oggi affidata ai “Molfres”, strumenti automatizzati che provvedono alle due fasi dell’estrazione e della sostituzione dell’asse.

Anche gli strumenti di controllo sono stati migliorati e trasformati. Il vecchio e glorioso cronocomparatore a nastro in carta ha ceduto il passo ai nuovi apparecchi digitali che calcolano autonomamente la frequenza oraria di riferimento e rendono dati inerenti l’ampiezza dell’oscillazione in gradi e il beat-error tradotto in percentuale, simulando inoltre la classica curva di marcia oraria su avveniristici display a LCD.

I tester per il controllo dei dati elettronici nei circuiti a quarzo hanno forme che in passato si sarebbero ritenute improbabili e ora ottimizzate su un uso specifico.

Neppure lo strumento per il test di impermeabilità è stato immune ai cambiamenti. Il moderno tecnico, prima di sottoporre l’orologio al test in acqua, può oggi misurare la curvatura della cassa sottoponendola ad una pressione a secco.

Riguardo alla postura, si può notare facilmente che l’orologiaio moderno lavora con il busto perfettamente perpendicolare alla seduta, le braccia notevolmente alzate e le braccia comodamente appoggiate su strutture ergonomiche che portano le mani in modo naturale sull’orologio in riparazione.

Anche la lente è meno usata, a vantaggio di microscopi binoculari o addirittura elettronici che proiettano un’immagine ingrandita sul monitor a colori che fa bella mostra di sè sul banco.

L’immagine è quindi molto meno romantica, ma è il prezzo che si paga volentieri per avere un servizio di assistenza in sintonia con il progresso tecnologico che l’Orologeria ha subito negli ultimi anni.

 

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