Orologeria: Manifactures, Monteries, Brands e Gruppi

Per capire a fondo il mondo dell’Orologeria occorre approfondire argomenti tecnici e strategici che spesso vengono evitati per non generare confusione tra i consumatori.

Fedele alla filosofia adottata, e coerente nella convinzione che un’informazione corretta e dettaglia non può che giovare, proverò a spiegare come è organizzato l’affascinante universo degli orologi.

Attraverso queste informazioni, alcune delle quali costituiscono a torto un assurdo tabù, ogni consumatore sarà in grado di compiere una scelta consapevole evitando sorprese o equivoci.

Il mercato si suddivide, in relazione alla produzione, in due grandi categorie: le Manifactures e le Monterie.

Le prime identificano le aziende che producono in home i propri meccanismi, mentre le seconde sono quelle che acquistano da fornitori diversi i movimenti, le casse e gli altri accessori, molto spesso personalizzando anche pesantemente tecnica ed estetica, e provvedono ad assemblare il tutto.

Sono Manifactures per esempio Patek-Phillippe, Vacheron et Constantin, Rolex (escluso il temporaneo e passato utilizzo de “El Primero” per il Daytona), Breguet, Tag-Heuer relativamente al calibro 1887, ecc.

Le marche che utilizzano un calibro base, per quanto elaborato e/o modificato, sono da considerarsi Monteries.

A onore del vero bisogna aggiungere che il concetto di qualità non è assoluto, per cui va quasi sempre esteso ad entrambe le categorie, in quanto ogni Brand provvede a severissimi controlli di qualità di ogni singolo prodotto, con standard diversi ma sempre e comunque molto sofisticati.

A conferma di quanto poco sopra esposto, possiamo citare l’esempio di Tissot, che equipaggia i propri orologi meccanici con calibri base acquistati dal miglior produttore di settore (ETA), ma che stressa letteralmente ogni unità: il pulsante del cronografo viene sollecitato circa 10.000 volte, il bracciale è sottoposto ad una fortissima prova di trazione, la cassa viene attentamente microscopicamente controllata, il meccanismo viene utilizzato solo dopo aver superato test molto selettivi su affidabilità precisione e resistenza agli urti.

Detto questo si aggiunga che sono ormai molte le aziende che modificano il calibro base in modo così pesante da ottenere il risultato che del primitivo meccanismo non rimangano che le caratteristiche essenziali che accomunano tutti gli orologi.

E’ il caso di tutti quei prodotti che presentano particolari complicazioni.

La tecnologia e la preparazione di alcuni costruttori indipendenti è arrivata ad un livello tale che in alcuni casi, sia Manifacture che Monteries utilizzano un particolare calibro. Come ad esempio molti dei Dubois-Depràz, apprezzati da tutti, e montati sul crono, quantieme, fasi luna della Collezione Master Collection di Longines.

Altre maison studiano e brevettano particolari e importantissime innovazioni, applicandole poi a modifica di selezionati calibri base. Si ricordi ad esempio lo scappamento coassiale brevettato da Omega.

Da tutto ciò si può dedurre che l’utente finale deve scoprire il suo orologio ideale affidandosi non solo all’estetica o alla rinomanza dell’orologio, ma approfondendo tecnicamente le proprie cognizioni e selezionando, e scegliendo poi sulla base del budget a disposizione.

A queste considerazioni prettamente tecniche si aggiungono ulteriori variabili che investono l’ambito commerciale.

E’ utile sapere come è suddiviso il mercato sotto l’aspetto della distribuzione, anche per capire alcune strategie che è bene conoscere per scoprire le proiezioni future di ogni Brand.

I gruppi di distribuzione in Orologeria sono molto pochi.

Il mercato è sostanzialmente suddiviso tra i colossi Swatch Group, Richemont e LVMH, fatta eccezione per alcuni mostri sacri che ancora costituiscono “gruppo a sè” (Patek, Rolex e pochi altri).

Swatch Group, potentissima proprietarie, tra le altre cose, di ETA, che come abbiamo visto è il maggiore e più significativo costruttore di orologi “per conto terzi”, annovera Breguet, Blancpain, Glashutte Original, Union Glashutte, Jaquet Droz, Leon Hatot, Tiffany & Co., Omega. Longines, Rado, Tissot, Calvin Klein, Pierre Balmain, Certina, Mido, Hamilton, Swatch, Flik-Flak e Endura. Come possiamo notare sono brand distribuiti in tutte le fasce, dal Lusso, all’Haute de Gamme, alla fascia media e a quella base.

Capirete quindi qunto sono importanti queste informazioni, anche perchè aiutano a capire perchè, ad esempio, ETA ha recentemente riservato un’esclusiva particolare a Longines riguardo al quadri-retrogrado, il che fa di questo orologio, se non concettualmente, almeno praticamente un calibro quasi di manifacture.

L’altro potente gruppo di distribuzione risponde al nome di Richemont.

Ne fanno parte: Vacheron et Constatin, Jaeger LeCoultre, Piaget, Cartier, Lange & Sohne, IWC, Officine Panerai, Van Cleef et Arpels, Roger Dubuis, Montblanc, Baume et Mercier e Dunhill.

Come si può notare Richemont tende ad estendere il proprio interesse soprattutto nella fascia lusso.

Il terzo importantissimo “polo” è LVMH, il quale controlla Tag-Heuer, Zenith, Hublot e Dior Montres.

C’è da sottolineare che tutti questi importanti gruppi possiedono anche le quote di controllo di molte importantissime maison di gioielleria.

Con questo schema in mente ognuno di noi può facilmente orrizontarsi per una scelta profiqua e consapevole.

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