Orologeria: lo stato dell’Unione

A circa metà dell’anno Orologiero, che si apre ai primi di marzo con la Fiera di Basilea, e dura fino all’edizione successiva della stessa significativa Esposizione, possiamo tracciare un rapido bilancio del settore, relativamente alle innovazioni tecniche e estetiche che i vari brand hanno proposto, nonchè delle aspettative riguardanti le evoluzioni, che, in un campo altamente influenzato dall’apporto tecnologico, costituiscono le basi per il futuro.

Sebbene Basilea 2012, è bene dirlo, per alcuni brand ha significato motivo di una pausa di riflessione, o quanto meno, l’occasione per consolidare e far decantare le numerose proposte presentate nel recente passato, è curioso però riscontrare, allo stesso tempo, una lucida dinamicità da parte di altri marchi, i quali hanno invece approfittato del periodo di crisi mondiale per concentrarsi sui propri progetti e dare ampio spazio e evidentemente risorse ai loro dipartimenti di ricerca o alle divisioni marketing.

E’ il caso di Tag-Heuer, Omega, Hublot, Blancpain e Longines, i quali, per un vero o per un altro, sono emerse per vitalità e che, secondo la mia personale analisi, guideranno una forte e prevedibile ripresa, almeno per quanto riguarda il settore dei preziosi.

Tag-Heuer ha presentato infatti all’inizio dell’anno, una novità eccezionale, costituita dal suo Micro-Girder 2000, il quale non ha lasciato neppure affacciare sul mercato il predecessore Mikrograph 1000, per stupire il parterre dei tecnici e degli appassionati.

Omega ha rincarato la dose e arricchito il suo catalogo, già straordinario, con l’aggiunta ai fantastici coassiali di manifattura, di innovazioni importantissime, quali scappamento e spirale in silicio.

Blancpain, sempre fedele alla sua immagine aristocratica, a sfornato altri complications, aggiungendo ai suoi tourbillon, la valida alternativa del carrousel, ma in una nuova veste: quella della rotazione volante.

C’è chi ha addirittura realizzato, dopo tre anni di studi, una nuova lega per il materiale prezioso per eccellenza: l’oro.

Grazie a Hublot, infatti, le casse più preziose del brand saranno realizzate con una speciale lega in oro 18 kt in grado di raggiungere i 1000 Vickers di durezza: risultato incredibile se pensiamo le migliori leghe per l’acciaio fin qui realizzate raggiungono i 600 Vickers.

Dulcis in fundo Longines. Il brand dalla clessidra alata ha ribadito la sua ferma intenzione a raggiungere un obiettivo che pare ormai palese: divenire la porta di accesso al lusso.

Il favorevole rapporto qualità-prezzo che la contraddistingue, viene abbinato grazie alle proposte presentate in corrispondenza del 180° anniversario dalla nascita, a collezioni sempre più mirate, nelle quali lo spazio dedicato a diverse complications da anni assenti nel catalogo Longines, oppure mai realizzate, come ad esempio il quadri-retrograde.

Da questi pochi esempi si evince comunque una forte motivazione da parte di alcuni brand, a combattere il periodo nero che il mondo sta vivendo, con brillanti intuizioni e incoraggiante ottimismo, il che non potrà che scatenare un effetto domino, che lascia assolutamente ben sperare.

Il futuro dell’Orologeria, a mio giudizio, non potrà che essere roseo, e una prima conferma si avrà dalla prossima Fiera di Basilea del prossimo Marzo, la cui struttura, guarda caso, sarà fortemente migliorata e allargata grazie ad un investimento plurimilionario, per creare nuovi spazi e accogliere nuovi e più numerosi espositori.

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