Omega Grey Side of the Moon, polvere di Luna

Che Omega sia l’unico orologio che possa vantarsi di essere VERAMENTE stato sulla Luna, è ormai risaputo.

Come tutti sanno delle prove estremamente selettive che hanno determinato la scelta di Omega Speedmaster Monn Watch come strumento per le imprese spaziali che hanno portato alla conquista del nostro satellite naturale.

Da parte sua, la prestigiosa maison svizzera, continua a stupire sullo stesso tema, dapprima con la meravigliosa proposta del “Dark Side of the Moon”, in livrea nera e misteriosa come la faccia maxresdefaultnascosta della Luna, ma ancor più ora, con il recentissimo “Grey Side of the Moon”, che compenetra nell’essenza del nostro satellite, rievocandone la grigia polvere.

Come tutti gli Omega, ma oserei dire ancor di più, questo “Grey Side of the Moon” non è assolutamente un orologio “normale”.

Per prima cosa occorre sottolineare la grande esclusività distributiva, per la quale non è certamente scontato il trovare uno di questi segnatempo presso tutti i concessionari Omega, soprattutto per la grande richiesta a cui è soggetto.

A dichiarare palesemente questa condizione è stata predisposta una confezione particolarmente curata, che chiarisce esplicitamente la tiratura limitata.

Il movimento che lo anima è il calibro 9300, ovvero l’ultima generazione dei calibri di manifattura Omega che si avvalgono dello scappamento coassiale e della spirale in Silicio, precisamente Si14.

Il sistema cronografico è solo apparentemente un bi-compass, in quanto sul contatore posizionato in corrispondenza di ore “3” sono operative due lancette che rendono la lettura del cronografo simile a quella di un secondo orologio.

E proprio di un secondo orologio si tratta per chi ama o deve viaggiare per professione, in quanto il contatore può essere facilmente adibito a GMT.

Avvicinandoci a Omega Grey Side of the Moon distrattamente, semmai fosse possibile, non faremmo comunque a meno di notare la brillantezza e la perfezione della cassa, che infatti è costruita in ceramica high-tech, quell’ossido di zirconio che rende eterne estetica e illibata la superficie, resa così splendente dalle finiture di alta classe dei laboratori della maison.

La ghiera, anch’essa in ceramica, porta incise e intarsiate le indicazioni tachimetriche, arricchite in super-luminova.

Il quadrante di un orologio del genere DEVE necessariamente essere prezioso, e infatti, come dichiara anche in modo molto sobrio e discreto il marchio appena sopra il foro delle lancette, è costuito in Platino al titolo di 950/1000, e viene protetto da uno zaffiro purissimo ad alta trasparenza.

Anche pulsanti e corona sono realizzati in ceramica, e su quest’ultima il marchio della maison campeggia in super-luminova.

Sul sito istituzionale di Omega si illustra con orgoglio il processo di realizzazione della cassa, idonea a contenere un movimento così prezioso, ed è la dimostrazione lampante di quanto sia peculiare questo miracolo della meccanica e dell’industria orologiera di altissima fascia.

Insomma Omega Grey Side of the Moon pare nato appositamente per ribadire la superiorità tecnica del marchio in questo momento, che per certi versi è storico nel settore, in quanto vive i cambiamenti epocali che sono maturati dall’incalzante tecnologia.

Non a caso Omega si sta affermando come la casa orologiera di primo piano in senso assoluto sul mercato e nelle desiderata del pubblico di elevato livello.

Ma la Luna, come nella Storia dell’Astronautica, non è che una tappa: l’obiettivo finale è il Sole.

Omega è infatti già impegnata istituzionalmente in questo senso. Ma di questo parleremo presto in un nuovo articolo.

Continuate a seguirci.

 

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