Mokume Gane, la tecnica dei Samurai

La filosofia di Cannoletta Antica Gioielleria prevede la divulgazione degli aspetti tecnici e qualitativi nel mondo dei preziosi (Orologeria, Gioielleria,Emanuele Oreficeria e Gemmologia), in quanto si ritiene che un utilizzatore più conscio e consapevole non potrà che premiare la professionalità e la qualità.

In azienda tutti sono impegnati a approfondire ogni aspetto del settore, naturalmente servendosi di ogni strumento volto ad ampliare la cultura, ivi compresi gli istituti accademici.

A questo proposito, l’Accademia di Arti Orafe di Firenze è una delle Scuole più accreditate per offrire l’opportunità ai nostri giovani di acquisire le migliori tecniche orafe per la progettazione e la costruzione di gioielli, ma soprattutto si adopera per creare una vera cultura orafa, in modo che il nostro Paese possa proseguire a primeggiare in tutto il mondo nel settore, memore delle imprese del sommo artista orafo fiorentino Benvenuto Cellini.

In questo progetto ha naturalmente spazio anche la cultura e le tecniche che sono nate in altri Paesi.

Emanuele Cannoletta, Architetto e allievo del Corso di Oreficeria, Disegno, Gemmologia e Storia del Gioiello presso l’Accademia di Firenze, ci spiega una tecnica molto particolare, il cui nome è “Mokume Gane” e nasce in Giappone nel XVII secolo.

Lascio ora la parola a Emanuele Cannoletta:

Nello specifico la lastra in foto è composta da 12 strati di metallo originariamente di 10mm di spessore (6 strati d’argento alternati a 6 strati di Shibuichi, lega binaria di argento e rame avente la caratteristica di reagire sensibilmente ai trattamenti di “patinatura” potendo assumere colorazioni variabili dal verde al blu).

mg1Il procedimento prevede la realizzazione di un blocco unico che reagisca come un singolo elemento, tuttavia gli strati di metallo vengono imparentati senza  l’utilizzo di saldatura, ma tramite una tecnica di fusione superficiale che “fonde” tra loro le lastre. La complessità di quest’operazione consta nel riuscire a portare al punto di fusione i materiali (nonostante il punto di fusione tra i due sia differente) in modo uniforme lungo tutta la superficie e per tutta la profondità (il che non è proprio una banalità visto che si lavora con un blocco di 12 mm).
Una volta ottenuto il blocco lo si martella al fine di compattarlo (e anche di verificare che l’imparentamento sia stato realizzato correttamente), dopodiché lo si lamina per renderlo di uno spessore utile alla lavorazione (a questo punto è stato necessario l’utilizzo di un laminatoio elettrico), nel nostro caso il blocco è stato portato ad uno spessore di 1,5 mm. Dopodiché è stato nuovamente ricotto e “sbalzato” a cesello per ottenere delle deformazioni semisferiche necessarie a far emergere i disegni concentrici.

Infine la lastra è stata consumata con l’utilizzo di carte fino a rimuovere le deformazioni ed ottenere una lastra piatta decorata da disegni concentrici
dovuti all’alternarsi dei diversi metalli.mg2
La lastra nelle foto manca tuttavia di un’ultima lavorazione e andrà infatti laminata ulteriormente fino allo spessore di 0,8 mm, ottenendo così non solo una lastra più facilmente lavorabile, ma anche una deformazione del disegno che assumerà finalmente l’aspetto dei nodi del legno (mokume gane= metallo con trama del legno).

Ed ora qualche informazione storica:

la tecnica del Mokume Gane è originaria del giappone, il primo a realizzarla fu un artigiano specializzato nella produzione di katane (infatti nasce come  tecnica di decorazione delle spade), tale Denbei Shoami (1651–1728).
La tecnica del Mokume Gane giunge in Europa nel 1854.

Attualmente sono poche le ditte che realizzano lastre di Mokume Gane, e quasi nessuna utilizza la tecnica originale, e quindi ottengono l’imparentamento
tramite l’utilizzo di presse idrauliche (tecnica non ortodossa, ma che consente di imparentare tra loro addirittura materiali tipo oro e titanio O.O, operazione non possibile con la tecnica originale).

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