Le statistiche dell’Orologeria

Estratto Consumer Orologi 2012Si è svolta recentemente l’annuale assemblea di Assorologi, l’organismo associativo che riunisce produttori e distributori Italiani di articoli orologieri.

Per l’occasione è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo, che vede la meritata riconferma di Mario Peserico (A.D. di Eberhard Italia), alla Presidenza.

Il Consiglio, in carica per il triennio 2013-2016 sarà così composto:

Mario Peserico (Amministratore Delegato Eberhard Italia) Presidente, Roberto Beccari (Amministratore Delegato LVMH Watch & Jewelry Italia) Vice Presidente Vicario, Elena Rusinenti (Direttore Marketing Rolex Italia) Vice Presidente, Stefano Abbati (Fossil Italia); Patrizia Aste (Breitling Italia); Marcello Binda (Binda Italia); Jean-Pierre Blaison (Richemont Italia); Pietro Bolletta (Lorenz); Marcello Borsetti (Citizen Watch Italy); Laura Burdese (The Swatch Group Italia); Lucio Fedele (Ambre Italia).

Come ogni anno sono stati resi noti i risultati che emergono da quanto riferisce GFK Retail and Technology Italia, società specializzata in ricerche di mercato.

Il quadro che ne deriva è sicuramente indicativo delle scelte degli utilizzatori dei segnatempo, e ne delinea gusto, tendenza e caratteristiche, nell’ambito di un fenomeno di costume sempre più consolidato.

Il dato più indicativo si riferisce sicuramente al genere, con la sorpresa costituita dal maggior numero in assoluto di signore che acquistano un orologio.

L’ultimo sondaggio, ovviamente relativo ai dati definitivi del 2012, riferisce circa il 47,0% di orologi femminili venduti, contro “solo” il 40,2% di orologi maschili e il 12,8% di orologi per bambino/a.

Si tratta di un dato sorprendente soprattutto in relazione alle modellerie proposte da quasi la totalità dei brand, i quali privilegiano decisamente le proposte per uomo.

Il valore degli orologi venduti, premia invece il genere maschile, e quindi ne deriva che gli uomini scelgono orologi più sofisticati rispetto alle signore.

L’interpretazione di questo dato, indurrà i produttori a rivedere presto le loro posizioni circa la composizione dei cataloghi.

Altro dato interessante si riferisce ai canali di vendita.

Qui la parte del leone la fa la distribuzione tradizionale in Orologeria/Gioielleria, con il 45,4% del valore e il 41,1% della quantità.

Ma l’analisi è interessante se si confrontano i dati raccolti nel corso del 2011, evidenziando una crescita di circa il 300% della quantità e del 266% di valore per gli orologi venduti attraverso negozi specializzati on-line, dati che si stabiliscono rispettivamente al 7,2% 3 4,8% del totale, valori di tutto rispetto ma ancora lontani dai numeri risultanti negli altri Paesi Europei, il che indica una potenzialità di crescita ancora maggiore di questo mercato.

Sono sempre di più, quindi, gli utilizzatori che si affidano ai negozi on-line, che devono però avere determinate caratteristiche consolidate di affidabilità, capacità tecnica e diffusione, oltre che ad una presenza “fisica” ben delineata: l’optimum è costituito da negozi tradizionali che aprono la loro vetrina on-line e che si fanno carico di ogni responsabilità e hanno perciò l’esigenza di difendere la loro immagine,

Per questi stessi motivi sono decisamente in calo le vendite effettuate sempre on-line ma attraverso le aste e le televendite, nel cui DNA evidentemente, a torto o a ragione, gli utilizzatori non trovano sicuro l’interlocutore fornitore dell’orologio, o ne temono la irrecuperabile “scomparsa”.

In calo anche la vendita nei negozi specializzati posti all’interno dei Centri Commerciali, e qui ognuno si può divertire a effettuare la propria analisi e a individuare le motivazioni.

In controtendenza rispetto all’analisi generale, il dato relativo alle vendite nei negozi monomarca. La nostra personalissima interpretazione risiede nell’esigenza dell’utilizzatore ad avere una scelta più ampia prima di effettuare il suo acquisto. Questa analisi indurrebbe a pensare che i cataloghi dei brand, per quanto ricchi, non offrono sufficienti alternative secondo le desiderata del mercato e incita quindi le maison ad una ancora migliore ricerca: spesso l’alternativa si trova in un altro catalogo.

Gli operatori e in modo particolare i dettaglianti professionali specializzati del mercato orologiero, possono comunque gioire per un risultato molto confortante, la somma delle varie voci di distribuzione che li riguardano, pur con una fisiologica diversità di suddivisione, li premiano inequivocabilmente.

Dato impressionante e per certi versi misterioso è relativo alla voce “Altro”, passata dal 3,5% al 15,9% in quantità, mantenendo un rispettabile e quasi invariato risultato superiore all’8% sul valore.

La componente di questa voce non ci è dato conoscerla in via ufficiale e va quindi interpretata per logica.

Per facilitare un’analisi personale abbiamo pubblicato la tabella dei dati relativi alla distribuzione. Questo sempre in linea con la nostra filosofia che prevede un utilizzatore consapevole e adeguatamente informato, il quale non potrà che premiare le realtà commerciali più competenti ed affidabili.

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