La ruota a colonne, descrizione delle funzioni

In questi ultimi tempi si fa un gran parlare della ruota a colonne.

Non si tratta di un’innovazione, ma di un’autentica miglioria assoluta

Vediamo quindi nel dettaglio questo componente importantissimo ai fini del corretto e preciso funzionamento dei meccanismi cronografici.

Occorre intanto sottolineare che il nome corretto è: “Ruota a colonne” e non a colonna come spesso si usa dire.

Infatti si tratta di una ruota che comprende 6 “denti verticali” che svolgono un gran numero di funzioni, interagendo e interessando la quasi totalità delle basculles e dei martelli del cronografo.

La ruota a colonne è protagonista in tutte le fasi del cronometraggio: partenza, arresto e ritorno a zero.

In posizione di riposo, alla prima colonna della ruota è appoggiata la parte terminale della basculle intermedia.

Premendo il pulsante di avvio, la basculle di disimpegno, quella azionata dal pulsante, fa in modo che un cricco insista sulla ruota a colonne per azionarla.

Questa operazione fa ruotare infatti leggermente in senso orario la ruota a colonne, determinando l’alzata del martello con la colonna 5, e facendo scendere la basculle intermedia tra la colonna 1 e la colonna 2.

Lo spostamento della basculle intermedia avvina la ruota intermedia alla ruota cronografica dei secondi facendo partire la relativa lancetta, essendo il freno alzato dalla colonna 3.

Una seconda pressione sullo stesso pulsante insiste ancora sulla basculle di disimpegno, la quale fa ruotare ancora la ruota a colonne.

Lo spostamento della colonna 3 sulla quale abbiamo visto appoggiava il freno, ne determina, attraverso la spinta della sua molla, la caduta tra le colonne 3 e 4.

Contemporaneamente la nuova posizione della colonna 2 alza su quest’ultima la basculle intermedia, che provvede a separare ruota intermedia e ruota cronografica attraverso la modifica della posizione del martello.

In quel momento la lancetta dei secondi si blocca nella posizione in cui si trovava al momento dellapressione per lo stop.

Con la terza pressione sul pulsante, nel caso di un cronografo mono-pulsante, oppure sul pulsante di rimessa a zero, è la colonna 4 che con la sua nuova posizione sposta il martello nello spazio tra due colonne, causando la liberazione della ruota dei secondi cronografica e quindi della relativa lancetta, ma contemporaneamente insistendo sulla camma a cuore applicata sulla ruota dei secondi, riportandola nella posizione originaria, e quindi a zero.

Come abbiamo visto la ruota a colonne svolge la funzione di un autentico factotum accentrando su di se le funzioni fondamentali.

E’ facile quindi constatare i pregi del suo utilizzo: per prima cosa lo spostamento un’unica ruota facilita il sincronismo dei meccanismi, annullando il rischio che il martello o le basculles scendano o salgano in tempi non corretti. Inoltre, la natura stessa della ruota con il calcolo micrometrico e preventivo della distanza tra le colonne, facilita una migliore precisione dell’indicazione fornita dalla lancetta, la quale andrà autonomamente e perfettamente a posizionarsi nelle sue giuste collocazioni, dando addio ai minimi sfalsamenti dello zero o del risultato.

La ruota a colonne sarà da quest’anno utilizzata in tutti i cronografi di Longines. I movimenti di tutte le collezioni, a partire dal 2012 saranno infatti modificati in questo senso.

Da notare che nel nuovo calibro 1887 di manifattura di Tag-Heuer, la ruota a colonne viene impiegata insieme ad un’altra fondamentale miglioria: il pignone oscillante.

Ma di quest’ultimo parleremo in occasione di un altro post.

Longines e Tag-Heuer li trovi in esclusiva per la zona di Sanremo presso la Gioielleria Cannoletta, nella sua sede unica di Via Palazzo, 50, oppure in vendita on-line semplicemente cliccando qui.

L’immagine schematica del cronografo è stata tratta dall’ottimo sito di Argò Editore,  e quella relativa alla ruota a colonne sotto il titolo dal bellissimo forum orologi.forumfree.it, due siti che che vi invito a visitare.

 

 

 

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