Il quarzo, questo sconosciuto

Nell’ambito dell’Orologeria gli appassionati si dividono in due categorie: i “Puristi”, coloro che ritengono “orologio” solo ed esclusivamente quello meccanico, e i “Tecnologici”, coloro che accettano le ultime novità di mercato, anche elettroniche, purchè rispettanti dei canoni di qualità e di ingegno.

E sono infatti queste due ultime caratteristiche che accomunano tutti i cultori di questa fantastica disciplina.

Ultimamente sono molti i brand tradizionali e tradizionalisti che presentano in collezione almeno qualche orologio a quarzo, in particolar modo nelle linee per signora.

Anche se personalmente mi sono sempre riconosciuto tra le file dei “Puristi”, devo ammettere che esiste una classificazione qualitativa anche negli orologi elettronici, ed è altrettanto selettiva che quella facente riferimento ai meccanici.

Non bisogna assolutamente confondere un quarzo dal modulo dozzinale da quelli super affidabili e controllatissimi, presi in considerazione da marchi importanti.

Vale la pena quindi di addentrarci nei meandri della tecnologia applicata all’Orologeria, per scoprire queste fondamentali differenze.

Partiamo innazitutto dal funzionamento di un orologio.

Se componessimo uno schema a blocchi ci accorgeremmo che le due filosofie (meccanica e elettronica) sono in via di massima sovrapponibili.

Abbiamo per entrambi il blocco di alimentazione o di produzione di energia, quello di trasmissione, quello di oscillazione e base dei tempi, e infine quello di visualizzazione.

Negli orologi meccanici il blocco di produzione di energia fa capo al bariletto e il sistema di carica. La parte di trasmissione è il ruotismo, la base dei tempi è costituita dallo scappamento e dal bilanciere, mente la visualizzazione è rappresentata dal gruppo di routismo che si allaccia alla ruota cannone, alla chaussè e quindi alle lancette.

Negli orologi analogici a quarzo, così chiamati dal materiale utilizzato come oscillatore, questo provvede a determinare la base dei tempi. L’ impulso da lui generato per le sue caratteristiche fisiche, calibrato in modo costante, viene introdotto in un cicuito divisore che provvede a correggerne la forma e a modificarne la frequenza, fino ad ottenere un impulso di esattamente 1 Hz., e perciò uno ogni secondo.

Nella foto a destra possiamo vedere un circuito NE555 utilizzato in elettronica come multivibratore sia monostabile per l’utilizzo come timer, bistabile per svolgere la funzione elettronica detta “flip-flop”, o astabile, per assolvere alla funzione di oscillatore. Questo circuito integrato è spesso usato nei circuiti anche di orologeria ma relativamente a progetti di consumo e di grandi dimensioni.

E’ questo impulso che provvede attraverso un gioco magnetico a interessare il rotore, il quale detta le condizioni al ruotismo e alla visualizzazione che avviene attraverso le lancette.

Come in meccanica abbiamo quindi una fonte energetica, una trasmissione, una base dei tempi e un visualizzatore.

La differenza qualitativa, la fa anche qui la scelta dei materiali.

I grandi brand non si accontentano di acquistare e tagliare il cristallo di quarzo delle dimensioni opportune affinchè sottoposto ad una tensione di V. 1,55 oscilli esattamente a 32.768 Hz.: questo è solo il primo passaggio.

Nei laboratori di produzione dei quarzi più affidabili per l’orologeria, i cristalli vengono fatti oscillare per circa un anno, affinchè raggiungano il limite massimo della loro elasticità e acquisiscano stabilità di oscillazione, senza alcuna deriva.

I materiali utilizzati per il ruotismo, sono sottoposti agli stessi parametri di quelli selezionati nell’orologeria meccanica.

I circuiti stampati meritano un approfondimento particolare.

Già dal nascere dell’orologeria elettronica si pose il dualismo tra contenimento dei costi e affidabilità del prodotto.

In origine, per ciò che concerne i circuiti stampati, le alternative erano due: bachelite, facilmente lavorabile e di basso costo, oppure vetronite, più costosa, delicata nelle fasi di lavorazione, più costosa ma molto più sicura nel caso di frequenze di qualche Khz.

Oggi i materiali sono svariati e molto perfezionati, ma la sostanza è rimasta la stessa: c’è ampia facoltà di scelta per incrementare la qualità, purtroppo penalizzando i costi.

Parametro assolutamente fondamentale è quello relativo alla fase dei controlli.

Forse pochi sanno che i test a cui si possono sottoporre gli orologi a quarzo sono migliaia, ma solo i più organizzati e affidabili tra i brand li compiono in numero adeguato, proprio perchè la strumentazione di controllo implica costi superiori e personale altamente specializzato. Inoltre, essendo questi test molto selettivi, introducono un’alta percentuale di “bocciature” che non tutte le aziende possono permettersi.

Questi sono i motivi che suddividono gli orologi a quarzo in fasce di qualità molto diverse.

Al termine di questa disquisizione vorrei riassumere il mio pensiero: esistono orologi a quarzo la cui qualità e il cui pregio non deve assolutamente essere sottovalutato dai collezionisti. Essi rappresentano un’alternativa affine all’affascinante mondo dell’orologeria meccanica, con tanta tanta dignità.

L’immagine del quarzo è stata tratta dal sito www.wikideep.it

L’immagine del circuito NE555 è stata tratta da it.wikipedia.org

18 commenti
  1. Riccardo
    Riccardo dice:

    grazie Enrico per questo bell’articolo, penso sarebbe interessante conoscere più approfonditamente quali aziende fa questo tipo di verifiche e quali no..

    grazie!

    Rispondi
  2. DANIELE
    DANIELE dice:

    Ciao Enrico l’articolo e’ molto interessante.Io sono sia un purista che un tecnologico utilizzo sia orologi al quarzo che meccanici.Entrambi hanno dei vantaggi,il meccanico
    ha sicuramente piu fascino ma non e’affascinante anche la tecnologia?Io ho trovato la mia soluzione…li alterno
    a seconda della situazione..
    un saluto a tutti

    Rispondi
  3. soursus
    soursus dice:

    Ciao Enrico, complimenti per l’articolo.
    Anche io come Daniele sono sia per il tecnologico che per il meccanico, infatti dopo il Citizen Pilot qualche giorno fa ho acquistato un Citizen automatico (nonostante tutto quello che tu già sai del mio Pilot).
    Penso di poter dire che alla fine, quando si deve scegliere, oltre a considerare il “cuore” dell’orologio la scelta ricade su quello che esteticamente più ti affascina.
    Saluti, Giuseppe.

    Rispondi
  4. Pier Paolo
    Pier Paolo dice:

    Ciao Enrico,
    apprezzo molto il tuo articolo. Il trattamento riservato ad i quarzi in effetti è un trattamento che ricorda quello utilizzato su altri componenti elettronici e che consente di effettuare una scelta e di eliminare dei componenti difettosi affetti da morte precoce (difettosità dalla nascita), infatti la curva di mortalità ha i due massimi all’inizio della vita dei componenti (o più in generale dei sistemi) e nella fase finale per l’invecchiamento. I movimenti di qualità saranno sicuramente sottoposti a questo tipo di prova detta burn-in, quelli più dozzinali no. Da questo discende che anche l’affidabilità dell’orologio è legata a questi controlli che hanno un costo non indifferente per attrezzature e tempo necessario, come giustamente fai notare. La scelta della frequenza di oscillazione di 32768 Hz è legata all’utilizzo di componenti elettronici detti flip-flop che non sono altro, se opportunamente collegati, che dei divisori per 2. Se provate a dividere successivamente per 2 il valore di 32768 vedrete che dovete dividere 15 volte per ottenere 1 Hz cioè 1 ciclo al secondo.
    Spero di non essere stato troppo invadente in questo commento
    Ciao
    Pier Paolo

    Rispondi
  5. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao Pier Paolo,
    il tuo intervento è molto appropriato e competente.
    Mi piacerebbe che tu scrivessi qualcosa di tecnico per questo blog.
    Scegli tu l’argomento.
    Grazie per il tuo commento e ne aspetto altri.
    Salutissimi.

    Rispondi
  6. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Ciao enrico a distamnza di circa 2 mesi e mezzo ho rotirato il Locman stealth automatico, mi hanno cambiato le lancette e revisionato il movimento. mi hanno detto che hanno fatto anche la prova sub perchè sub 10atm, raccomandadomi pero di nn fare doccia calda ne mare. Finalmente! da dire però che quando indosso il pilot sarà forse il modello lo vedo piu resistente! e affidabile a 360 °!fors el’unica pecca è il vetro minerale!

    Rispondi
  7. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao giovanni mocerino,

    grazie del tuo prezioso commento.
    Riguardo al tuo orologio Locman, se l’assistenza dopo aver testato l’impermeabilità, ti ha suggerito di non immergerti, significa che l’impermeabilizzazione non è andata a buon fine: occorre ripeterla.

    Ciao e a presto.

    Rispondi
  8. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Ciao enrico, il locman per un pulviscolo dentro il quadrante l’ho apetrto e pulito, ho notatto che la corona ha 2 o-rong distanti circa 2 mm che vanno a pressione all’interno del cannotto, com eguarnizione fondo l’ho siliconata col grasso. Cmq ho notato che molti orologiaii diffidano quando l’orologio nn è un sub nonostante abbia la scritta 10 atm.

    Rispondi
  9. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Enrico ho letto il tuo articolo sul quarzo davvero molto inbteressante perchè da un bel po di tempo nn li apprezzavo piu come orologi. Fors eperchè la maggior parte di questo montano moduli per lo piu stampati che vengono usati da piu marche. A proposito di questo ho visto in vacanza più case bretling, rolex, tag heur, longines. Perchè la rolex anche se è un semplice cornomoetro costa più di un chrono automatico bretling nonostante quest’ultimo ha piu caratteristiche visto che cmq vengono anch’essi certificati dal cosc?Poi ho notato che longines e bretling sembrano simili tipo hidroconquest e chornomat?Longines molto piu conveniente qualità prezzo.

    Rispondi
  10. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao Giovanni.
    L’impermeabilità degli orologi che non hanno il fondello a vite è spesso oggetto di discussioni.
    In effetti in passato la vite era l’unica soluzione tranquillizzante, perchè la pressione era in grado di deformare con facilità il fondello.
    Attualmente le case più affidabili adottano materiali molto resistenti e guarnizioni spesso doppie e o-ring, per cui la resistenza all’acqua è garantita.
    E’ ovvio però che è più prudente verificare l’impermeabilità degli orologi con fondello a pressione più frequentemente.
    Riguardo alle differenze tra i vari orologi che hai citato, posso dirti che molte volte quel che fa la differenza di prezzo sono le finiture, anche perchè spesso e volentieri i calibri di base sono identici.
    Naturalemnte esistono anche sostanziali differenze nelle costruzioni e nelle performance delle casse.
    Detto questo è anche onesto aggiungere che il rapporto qualità-prezzo di Longines e ritenuto il più favorevole del mercato.
    Spero di aver risposto in modo comprensibile e esaustivo alle tue domande.
    Salutissimi.

    Rispondi
  11. giovanni
    giovanni dice:

    preciso come un orologio svizzero come si usa dire….sei impeccabile come sempre!Scusa ma perchè la rolex è più costosa?anche un semplice explorer solo ora senz anemmeno il datario si fa pagare circa 2800 euro. Sono stato tempo fa da un concessionario rolex di napoli.

    Rispondi
  12. giovanni
    giovanni dice:

    ricollegandomi alle caratteristoiche delle casse, credo che costruttivamente un longines hidroconquest 300 mt sub sia superiore ad un explorer…illuminami d’immenso che sono curiosissimo su sta cosa. Sei un professionista con la P maiuscola!

    Rispondi
  13. giovanni
    giovanni dice:

    Enrico da un argomento salto ad un altro, perdonami..ma ho no0tato che sei concessionario ufficiale breil. Spesso acquisto orlogi presso un negozio di napoli che ha dei prezzi pazzeschi, e ti porto proprio un esempio che mi suscita dei pensieri, Ho trovato in offerta il nuovo breil manta chrono automatico (collezione nuova) a soli 380 euro!mentre quelli chrono al quarzo costano 120 euro sempre breil manta nuovo, quelli solo datario e ora 70 euro!!!Cosa ne pensi?

    Rispondi
  14. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao giovanni e grazie dei tuoi interventi sempre molto appropriati e intelligenti.
    Inizio a risponderti sulle tue perplessità riguardo a Rolex.
    Stiamo parlando di una marca simbolo dell’Orologeria ed è quindi abbastanza comprensibile che il mercato sia indirizzato verso prezzi di altissima fascia.
    Non bisogna però credere che sia veramente tutto fumo.
    I tecnici Rolex, in particolar modo negli ultimi tempi, hanno adottato soluzioni estetiche e tecnologiche molto avanzate.
    La scelta dei materiali, a partire dalla qualità dell’acciaio per finire alla composizione di pezzi significativi quale spirale e scappamento, sono veramente selezionatissimi.
    Una cura molto particolare viene dedicata poi ai test finali, che sottopongono gli orologi a vere e proprie torture.
    Quella del controllo di qualità è una delle voci che ultimamente ha più influenzato il prezzo finale, in quanto le energie economiche ad esso dedicate sono veramente ingenti.
    E’ vero però che molto spesso il prezzo finale risulta elevato, forse anche rispetto alle prestazioni.
    In estrema sintesi, e per risponderti direttamente in tutta franchezza, posso affermare che, ovviamente a mio giudizio, Rolex si colloca ad un livello qualitativo superiore rispetto rispetto a Longines, ma quest’ultimo risulta molto più conveniente sulla base del rapporto tra prezzo e prestazioni.
    Longines infatti ha iniziato recentemente, anche con l’impulso dato dalla giovane brand manager Elisa Gasparini, una decisa marcia verso la fascia alta dell’Haute de Gamme, ponendosi come obiettivo quello di diventare a breve l’entry-level della fascia lusso.
    Argomento Breil:
    Personalmente ho deciso per il momento di abbandonare la commercializzazione di questo brand, per cui per correttezza non mi pronuncio.
    Devi ricordare, e sono certo che sai, e qui il discorso si fa generale, che molte aziende orologiaie utilizzano diversi calibri di modulo elettronico, oppure meccanismo.
    A mio personalissimo parere ritengo disorientante per l’utente finale, non avere la certezza di che tipo di prodotto si stia acquistando.
    Preferisco, sempre personalmente, brand che hanno una linea univoca di produzione.
    Salutissimi.

    Rispondi
  15. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Grazie mille Enrico!Sei molto caro!uffa ogni volta ch eindosso il citizen noto un graffietto sul vetro, che tristezza purtoppo sono ossessionato dalle perfezione, odio le cose graffiate, rotte,ect….un pignolo che a volte nn mi sopporto.

    Rispondi
  16. giovanni mocerino
    giovanni mocerino dice:

    Una domanda tecnica, si possono usare i pulsanti in acqua per l’aqqualand 1? anche a profondità di un certo livello?

    Rispondi
  17. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao Giovanni,
    rispondo alla tua pertinente domanda con un’analisi tecnica.
    Come la corona di messa all’ora, i pulsanti al momento dell’utilizzo aprono un varco all’entrata nella cassa dell’acqua spinta dalla pressione esercitata sulla cassa.
    Quindi come la corona hanno necessità di una protezione al momento dell’utilizzo; e come la corona, se non ci sono le condizioni di rendere stagna la cassa non possono garantire l’impermeabilità.
    La corona rende stagna la cassa in condizioni di staticità con le guarnizioni aiutate in alcuni casi dalla vite.
    Ne deriva che gli unici casi in cui l’impermeabilità della corona e dei pulsanti è espressamente sicura, è quando è previsto l’avvitamento.
    Per cui gli unici pulsanti che garantiscono impermeabilità sono quelli che agiscono su supporto a vite.
    L’aqualand 1, di conseguenza, ha pulsanti che sono impermeabili teoricamente, ma in pratica non lo sono.
    Salutoni.

    Rispondi

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