Gli strumenti dell’Orologiaio

Quello dell’orologiaio è uno dei mestieri più affascinanti.
Chi di noi non ha avuto neppure per un micro-secondo la tentazione di aprire l’orologio?
E’ la professione che ti consente di soddisfare l’impulso che ogni bimbo ha, del :”Cosa c’è
dentro?”.
Credetemi, la sensazione che si assapora quando riesci a dare nuova vita ad un meccanismo che si temeva perduto, è estasiante.
Il restauro di un vecchio orologio, o arrivare là, dove altri si sono arresi, riempie d’orgoglio chi riesce nell’impresa.
Come tutte le professioni più antiche, quella del riparatore di orologi, ha sostituito molto spesso le sue strumentazioni e le attrezzature.
Ma, come vedremo, alcune di esse sono rimaste immutate e insuperate dall’evolversi della tecnologia.
L’attrezzo che più di ogni altro ha subito mutamenti è senza alcun dubbio il banco da lavoro.
L’immagine romantica dell’orologiaio chino sulle sue spalle e con il naso quasi attaccato sul piano di lavoro, appartiene ormai al passato.
I nuovi meccanismi, sempre più sofisticati e perfetti esigono una posizione più corretta, per cui si tende a lavorare con gli occhi quasi all’altezza del piano, e con comodi appoggia-gomiti che si articolano ai lati.
Spesso molti appassionati chiedono quali sono le attrezzature di base per iniziare.
Fermo restando che attualmente le scuole di avviamento alla professione sono indispensabili per intraprendere seriamente la carriera, altro è il dedicarsi a livello hobbystico.
Fatta questa onesta e doverosa precisazione, è giusto sottolineare che le attrezzature di base sono comuni ai due indirizzi.
Una serie di cacciaviti da orologiaio, composta da un minimo di 5 fino a 9/12 elementi, due lenti, una di controllo e l’altra da lavoro (inutile specificare i gradi di ingrandimento), un paio di pinze a becco piatto, ed un altro paio a becco affilato. Proseguiamo con una serie di almeno 3 paia di preselle o “mollette” (per spirali e da lavoro), un porta-movimento in metallo, un soffietto, una pietra di Arkansas per affilare i cacciaviti, un piccolo recipiente per il detergente, almeno tre porta-olio, tre oliatori, uno strumento per svitare le casse, e ultimo ma non meno importante, un apricasse per le casse a pressione.
Visto che l’appetito viene mangiando, anche chi pratica questa disciplina per hobby, vorrà controllare il suo operato, quando dopo aver rimontato l’orologio, dovrà verificare il funzionamento.
A questo scopo è necessario un crono-comparatore, la cui ultima generazione presenta un bellissimo schermo LCD.
Il professionista dovrà invece aggiungere una macchina pulitrice per orologi, automatizzata e che preveda almeno tre bagni più l’asciugatura.
Indispensabile il tester e comparatore al quarzo per gli orologi elettronici, come il microscopio collegato al PC.
Non si può fare senza la potenza per chiudere i fondelli recalcitranti e per fissare i vetri minerali, di uno scalamitatore e degli appositi strumenti per posare e levare le lancette.
Antichi strumenti sono la punzoniera con tutta la strumentazione relativa e il leva plateau, della cui indispensabilità testimonia una delle operazioni più frequenti: la sostituzione dell’asse del bilanciere. A questo proposito  è utilissimo l’ottocifre per il bilanciamento del volantino.
Assolutamente non deve mancare lo strumento ad acqua e quello a compressione di cassa per verificare l’impermeabilizzazione.
Un tornio serve a costruire i pezzi che non si troverebbero in fornitura.
A dire il vero, oggi il banco da orologiaio si è arricchito di un’infinità di pulsanti, led, schermi, ma la sostanza è sempre la stessa: come un abito non fa il monaco, così la strumentazione non è sufficiente a fare un buon orologiaio.

5 commenti
  1. gianfranco
    gianfranco dice:

    vorrei apprendere il mestiere (arte dell’orologiaio) anche se sono della classe del 1958 o frequentato la scuola d’arte sez. oreficeria- vorrei dei consigli per iniziare questo affascinante mestiere.ringrazio anticipatamente-
    Gianfranco Perri

    Rispondi
  2. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao Gianfranco,
    ti capisco e sarò molto lieto se potrò esserti utile.
    A seconda del tempo a tua disposizione potrai scegliere uno tra i diversi corsi serali che alcune scuole offrono.
    Puoi scegliere la scuola più adatta alle tue esigenze anche in base alla tua residenza. Mi vengono in mente le scuole di Milano e Roma ad esempio, ma penso che anche a Torino e Firenze tu possa trovare istituti.
    Ti consiglio infatti di frequentare uno di questi corsi tecnici per avere le basi anche teoriche indispensabili oggi per intraprendere con serietà la nostra professione.
    Essi si articolano attraverso la frequenza di due sere alla settimana, in alcuni casi concentrati in due giorni successivi, e durano alcuni mesi.
    Terminata questa frequenza potrai di tanto in tanto frequentare i seminari di approfondimento, aggiornamento o specializzazione.
    L’alternativa è quella di frequentare il laboratorio di un tecnico, ma qui dovrai fare qualche distinguo.
    Non tutti sono disposti a “crescere” un concorrente in casa, per cui potresti avere qualche difficoltà.
    Inoltre sarebbe bene che la scelta, in questo caso, cadesse su un orologiaio proveniente da una scuola, non perchè gli auto-didatti siano meno abili, ma perchè quando sono bravi hanno già quel talento innato che permette loro di sopperire alle carenze teoriche, e che non possono trasmettere.
    Superata la fase, per così dire, accademica, dovrai affrontare l’iter pratico e burocratico per l’allestimento del laboratorio.
    A mio giudizio puoi anche partire a fare un minimo di pratica subito, allestendo un angolo della tua abitazione a mini-laboratorio. Sono a tua disposizione per aiutarti nella scelta di attrezzi, strumenti e per “dritte” logistiche”.
    Inizia anche, se non lo fai già, a frequentare i vari forum on-line dedicati all’orologeria e non aver paura di chiedere e richiedere chiarimenti: “Nessuno nasce imparato!”. Troverai quasi sempre un’ottima accoglienza.
    Molti tecnici, infatti, si prestano volentieri ad aiutare i colleghi, e solitamente più sono bravi più sono disponibili perchè non temono la concorrenza.
    Tienimi informato e sarò felice di darti tutto l’aiuto possibile.
    Un “in bocca al lupo” e un caro saluto.

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  3. gianfranco
    gianfranco dice:

    Ti ringrazio per il consiglio abito a Trieste e svolgo tutto
    altro lavoro impiegato nella pubblica amministrazione anche se rimpiango il mio mestire di artigiano orafo, purtroppo qui a casa non posso lavorare tanto più sacrificare una stanza per allestire un laboratorio del genere, ma ritagliare un angolo per un banchetto per orologiaio l’idea non mi dispiace – La scuola Radioelettra di Torino prepara corsi online per orologiai cosa nè pensi gradirei un consiglio per non sprecare tempo e buttare via soldi.

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  4. Enrico Cannoletta
    Enrico Cannoletta dice:

    Ciao Gianfranco,
    personalmente conosco la Scuola Radio Elettra per la sua tradizione e competenza nel campo dell’Elettronica e Radiotecnica.
    Suppongo comunque si appoggino a docenti specializzati data la serietà della Scuola.
    Onestamente però non so nulla di più.
    In generale ti consiglio di considerare attentamente i costi.
    Mi pare che la Scuola di Milano non organizzi più corsi serali (ho fatto una ricerca in rete).
    Roma forse per te è un po’ impegnativa per via della distanza.
    Ho trovato questo indirizzo sul blog Orologiko:
    http://www.scuolaorologiaitorino.org/index.php/i-corsi
    Dai un’occhiata: mi pare sia bene articolata.
    Fammi sapere.

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