Costruisci da te la tua sveglia a quarzo

Come chi ci segue sa benissimo, la nostra attività non è esclusivamente rivolta alla vendita, ma anche a incentivare e proporre di coltivare la passione per gli orologi, anche in modo attivo.

IMG_1244È già abbastanza nutrito il numero di amici che ci chiedono consigli circa gli strumenti e gli attrezzi da acquisire per provare a “mettere le mani” con cognizione di causa sui propri segnatempo.

A ciascuno di loro noi ci sforziamo a indicare la via migliore, secondo il loro grado di preparazione, affinché i loro orologi non debbano subire conseguenze.

Ma se la Meccanica di un orologio è abbastanza delicata da gestire, l’Elettronica ci viene in soccorso, in quanto permette, anche con pochissima esperienza, e muniti di un’attrezzatura di base che si riduce al solo saldatore a stagno, di ottenere risultati immediati e di grande soddisfazione.

Abbiamo pensato quindi di proporre un kit di montaggio molto semplice a coloro che volessero cimentarsi nella creazione di una sveglia a LED, che potrà essere utile una volta montata, ma che assolverà anche al compito di far acquisire esperienza e un mare di soddisfazione a chi volesse provare a costruirla.

Il nostro kit, come già accennato è molto semplice e consiste in alcuni componenti da montare sulla basetta stampata, e che non dovrebbero dare alcun tipo di preoccupazione anche all’appassionato che non ha mai assemblato circuiti.

La basetta (il cosiddetto “circuito stampato”), viene fornita con la serigrafia di ogni singolo componente, per cui il montaggio è facilitato al massimo.

Ovviamente occorre un minimo di attenzione al riconoscimento dei componenti, ma, per chi fosse alle prime armi, forniremo le indicazioni in questo stesso articolo.

I componenti compresi nel kit, che è in vendita sul nostro sito per esplicita richiesta di diversi lettori al prezzo di soli €. 12,00, sono i seguenti:

1) N° 1 basetta stampata e serigrafata a singola faccia

2) N° 1 zoccolo per circuito integrato

3) N° 1 circuito integrato microprocessore AT89C2051-24PU ATMEL già programmato

4) N° 1 zoccolo per alimentazione

5) N° 1 ponte resistivo a 9 pin A102G

6) N° 1 buzzer (cicalino) elettronico

7) N° 1 transistor S8550 D331

8) N° 1 quarzo 12.000 Hz

9) N° 1 display a LED a quattro elementi

10) N° 2 condensatori ceramici 30 PicoFarad (pF)

11) N° 1 condensatore ceramico 10.000 pF

12) N° 1 condensatore elettrolitico 10 MicroFarad (uF)

13) N° 2 resistori 10 KiloOhm

14) N° 2 micro-pulsanti

Tutti i componenti sono facilmente risonoscibili in quanto hanno stampata un’indicazione direttamente sul loro corpo.

Ad esempio i condensatori ceramici da 30pF portano il numero 30, mentre quello da 10.000 pF riporta il numero 104, che significa 1 + 4 zeri

I resistori riportano le strisce colorate del loro codice, ma in questo caso, essendo dello stesso valore, possono essere interscambiati.

Prima di iniziare dovremo dotarci di un saldatore a stagno, meglio se con il terminale a punta, e di un rocchetto di stagno per saldature. Entrambi questi articoli, se non ne fossimo già in possesso si possono trovare facilmente e con poca spesa presso un rivenditore di materiale elettrico.

Ovviamente se voleste indicazioni o forniture di questi o altri materiali contattateci pure.

La prima operazione da effettuare è quella di saldare gli elementi meno sensibili al calore.

Poniamo quindi per primo lo zoccolo dell’integrato, riconoscibile dal colore nero e dai 20 terminali inferiori e gli spazi per inserire il circuito integrato sulla parte superiore.

Inseriamo tutti i piedini sulla basetta stampata, avendo cura di orientarlo in modo che la tacca che si vede sulla parte superiore sia in corrispondenza dell’indicazione della serigrafia sullo stampato. La sua collocazione è indicata sulla basetta dal codice del circuito integrato proprio dove è scritto “U1”.

Tutti i componenti vanno infatti inseriti dalla parte della serigrafia, in modo che i loro terminali furiescano dalla parte delle piazzole ramate.

NON mettete ancora l’integrato sullo zoccolo: questa sarà una delle ultime operazioni.

Capovolgete la basetta e procedete alla saldatura di ogni piedino.

Raccomandazione per i meno esperti:

Avvicinate il filo di stagno a ogni piedino e contemporaneamente la punta del saldatore. Appena lo stagno inizia a fondersi allontanate subito il residuo del filo e tenete ancora per circa due secondi il saldatore in modo che lo stagno si fonda attorno al piedino. Lo stagno deve essere poco perché altrimenti metterebbe in contatto più piedini e questo porterebbe al malfunzionamento o addirittura al danneggiamento dell’integrato.

Il secondo elemento sarà lo zoccolo di alimentazione, che andra inserito in modo che le parti metalliche siano rivolte all’esterno del circuito.

Proseguite poi inserendo i resistori negli spazi indicati con un rettangolo e la scritta “10 K”.

Per i resistori comportatevi così: piegate i terminali in modo che entrino direttamente nei fori corrispondenti. Potete tranquillamente far aderire il corpo del terminale sulla basetta, anche se i professionisti lasciano circa mezzo millimetro di spazio per un’eventuale estrazione.

A questo punto potrete inserire sul circuito stampato i condensatori iniziando da quelli ceramici.

Il condensatore elettrolitico è polarizzato, e perciò andrà fatta attenzione al verso di inserimento.

Naturalmente sulla basetta è indicato dove andrà introdotto il polo positivo, mentre sul condensatore è indicato quello negativo attraverso una fascia che termina con la punta rivolta ad esso.

Dopo i condensatori sarà il turno dei micro-pulsanti. In questo caso l’orientamento risulterà semplice in quanto i piedini sono alla distanza adattata ai fori della basetta.

Ora inseriamo il quarzo, nella sua “scatola” metallica, ed anche qui non abbiamo problemi di orientamento essendo indifferente il verso.

Saldiamo a questo punto il ponte resistivo, anch’esso non polarizzato.

Passiamo ora a saldare i componenti più delicati e sensibili al calore: il transistor e il display.

Riconosciamo il transistor dai suoi tre terminali e dalla forma del corpo a semi-cilindro. La forma del transistor è riportata sulla basetta con l’indicazione Q1, per cui sarà semplice inserirlo con i terminali al posto corretto.

Riguardo al display, dobbiamo ricordarci che esso va inserito osservando la basetta in modo che lo spazio a lui riservato sia in alto, e che i punti alla base degli “8” siano verso il basso.

Questo è il momento di inserire il microprocessore nel suo zoccolo.

Aiutandoci con preselle o con pinzette, raddrizziamo i piedini del microprocessore in modo che siano posizionati in modo da essere inseriti nello zoccolo. Dopo averlo appoggiato esercitiamo una leggera pressione in modo da farlo calare aderente allo zoccolo stesso. Facciamo molta attenzione che i piedini siano tutti all’interno.

Ora la nostra sveglia è montata e pronta per il collaudo e il funzionamento.

Procuriamoci ora un alimentatore a corrente continua da 5v. Andrà bene un comune caricatore da cellulare, ma prima occorre verificare il corretto voltaggio.

Molto più comodo, sarebbe acquistare un alimentatore 5v. 1A, presso un rivenditore di materiale elettrico o in rete: se ne trovano a partire da pochi Euro, e potremo lasciare sempre alimentata la nostra sveglietta.

Se abbiamo eseguito correttamente tutte le operazioni, non appena riceverà corrente, la nostra sveglia si accenderà.

I più “ordinati” o creativi tra i lettori potranno sbizzarrirsi a inserire la loro sveglia “self-made” all’interno di un contenitore tradizionale o bizzarro (va bene qualsiasi cosa che sia spiritosa: un bambolotto, una scarpina o qualsiasi altro oggetto da cui far fuori-uscire il display e lasciare accessibili i pulsanti).

Altri potrebbero preferire il look “futuristico” del kit così com’è: farebbe sicuramente un’ottima impressione su ogni comodino o scrivania.

Per mettere il nostro orologio e la sveglia sull’orario corretto dovremo agire sui due pulsanti, tenendo conto che il primo seleziona le funzioni da modificare e il secondo le modifica.

In ogni caso con il nostro kit sarà fornito con istruzioni, schema ed elenco dei componenti.

Per ogni consiglio, suggerimento o domanda potete sempre far riferimento direttamente a noi, all’indirizzo [email protected]

Potrete, volendo, anche inviarci le foto delle vostre realizzazioni e saremo ben felici di pubblicarle.

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