Basilea 2012, bilancio di un grande evento

Il Salone dell’Orologeria di Basilea 2012, il più grande evento mondiale legato al mondo degli orologi e dei gioielli non è ancora chiuso, ma già si possono tracciare i primi bilanci.

L’apertura avvenuta alle ore 9.00 di giovedì 8 marzo, aveva sciolto alcuni dubbi e molte incertezze legate alla reazione che il mercato dell’Orologeria avrebbe avuto sotto i colpi incessanti della crisi economica diffusa nel mondo.

Ebbene, sono bastati letteralmente pochi minuti per dissipare le paure.

E’ subito apparso chiaro che il momento non è certo dei migliori, ma l’attesa e positiva reazione è stata immediatamente percepita dagli operatori.

A dire il vero, il segnale è stato avvertito in modo piuttosto eterogeneo: alcuni padiglioni sono stati presi d’assalto da addetti ai lavori e dagli immancabili e attaesissimi appassionati. Ma nel complesso l’impressione conferma che il mercato dell’Orologeria sia uno dei più dinamici e ottimisti nel panorama finanziario globale.

Detto questo possiamo sicuramente passare alla rassegna delle novità.

La disposizione dei padiglioni ha mantenuto la dislocazione consolidata, per cui i visitatori affezionati hanno potuto dirigersi immediatamente e con sicurezza verso gli stand desiderati.

La nota scala elicoidale di Patek-Philippe ha ovviamente catalizzato l’attenzione di tutti, in particolar modo nei pressi della vetrina dedicata ai calibri della celebre maison, che sono stati esposti con un adeguatissimo supporto informativo elettronico che consente di leggere caratteristiche e storia di ogni calibro.

Particolarmente apprezzato il nuovo cronografo sdoppiante con calendario perpetuo, referenza 5204 (fotografia sotto il titolo).

Quasi di fronte a Patek, in metaforica opposizione, troviamo l’immenso padiglione Rolex, strutturato con imponenza, e alle pendici del quale possiamo notare le creazioni Tudor.

Rolex ha come al solito organizzato una piccola task-force di graziose fanciulle per distribuire i richiestissimi cataloghi della maison, vero oggetto del desiderio di tutti i frequentatori della Fiera.

Tra i modelli più fotografati della casa orologiera coronata, figura lo Sky-Dweller (foto a sinistra), disponibile nelle versioni in acciaio, in oro o bicolore, e caratterizzato da un disco eccentrico rispetto a quello del calendario, preposto ad indicare il secondo fuso orario.

Al centro del corridoio principale della Hall più importante della Fiera, nella solita immensa struttura a ponte contornata dai grandi padiglioni dei suoi brand, Swatch Group colpisce immediatamente attenzione e immaginario di chiunque sia entrato a visitare il Salone.

I prestigiosi marchi del colosso svizzero sono distribuiti in modo intelligente e omogeneo a seconda della loro natura.

Impossibile non notare uno dei brand della più pura e profonda tradizione orologiera: Breguet.

La maison del incontestato genio dell’Orologeria offre la consuueta panoramica di capolavori allo stato dell’arte che la caratterizzano.

Per l’occasione, uno dei pezzi forti, è costituito dalla referenza 7047 (foto a destra), tourbillon con trasmissione a cinghie, nato proprio nel 200° anniversario dell’ordinazione a Patek da parte di Carolina Murat, Regina di Napoli, del primo orologio complicato.

Molto suggestivo lo stand di Blancpain, nel quale diversi monitor raccontano la storia della maison, e un tecnico incide a mano le plattine per la meraviglia dei visitatori.

Proprio affianco a Blancpain si scorge Glashutte, il prestigioso marchio del lusso di proprietà di Swatch Group. Qui troviamo un bellissimo complications che riesce a condensare numerose funzioni.

Calendario perpetuo e completo, tourbillon, 37 fusi orari e gran data, sono presentate in un’armonia perfetta nei colori bianco e blu del suo quadrante.

In questo padiglione si apprezza la cortesia delle fanciulle addette all’accoglienza e una sobria ed elegante esposizione di modelli e cataloghi, i quali sono posizionati in modo che il visitatore possa acquisirli autonomamente.

Sulla parte sinistra del corridoio centrale si affaccia lo stand di Jaquet Droz.

Questo prezioso brand del lusso è stato rilanciato da Swatch Group, che ne ha raccolto ed esaltato la tradizione e l’esperienza maturata negli oltre 230 anni di vita.

Qui una graziosa fanciulla elvetica in impeccabile camice bianco, lavora al microscopio per dipingere a mano i pezzi unici del marchio, sotto lo sguardo attento e estasiato del pubblico.

Affianco sorge quella che in gergo viene definita la “piazza” di Swatch Group, in cui si aprono due elegantissimi punti di ristoro destinati in esclusiva a operatori e clienti di Swatch Group: è l’anticamera d’accesso ai padiglioni di Omega, Longines e Tissot, che con Tag-Heuer sono quasi resi inaccessibili dalla folla.

La descrizione di questi e di altri importanti padiglioni saranno oggetto della prossima puntata del reportage.

 

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