Anatomia del bilanciere

L’organo che forse più colpisce l’immaginario degli appassionati, con ragione perchè costituisce il cuore dell’orologio, è il bilanciere.
Ma vediamo un po’ più da vicino questo organo così importante.
Intanto possiamo vedere il filmato realizzato a cura di Citizen e di Citizenmania, cliccando sull’immagine qui sotto.

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Il bilanciere risulta costituito da 4 componenti, oltre al suo ponte: il volantino, la spirale, il plateau e l’asse.
Il volantino, come suggerisce il suo nome, è a forma circolare, ed è la parte più evidente del bilanciere.
Nel corso della storia dell’Orologeria, esso è stato oggetto di studi per la compensazione dell’equilibrio, tanto che in alcuni casi si è ritenuto necessario appesantirlo con viti poste lungo la sua circonferenza.
Per risolvere problemi di dilatazione del metallo dovuta al calore, in un certo periodo sono stati usati anche volantini la cui circonferenza veniva interrotta.
Con l’avvento del bilanciere anulare a tre raggi, il volantino ha assunto un’estetica più sobria.

Il secondo e fondamentale quanto delicatissimo componente è la spirale.
E’ una vera e propria molla di materiale finissimo che consente le oscillazioni.
Spesso utenti inesperti che aprono l’orologio e tentano di smontarlo, finiscono per storcerla in modo spesso irreparabile.
Basta infatti una manovra inesperta e comunque non canonica per modificare anche una sola spira. In questo caso … sono dolori!
Anche la spirale è stata oggetto di studi e migliorie nel corso degli anni, raggiungendo ora un’affidabilità e una regolarità stupefacenti.
L’ultima frontiera rappresenta l’uso della spirale in silicio.
Parliamo ora di un componente spesso ignorato ma che, umilmente svolge un’opera insostituibile e molto importante ai fini non solo del funzionamento, ma anche della corretta oscillazione: il plateau.
E’ il raccordo tra il bilanciere è l’àncora: la piccola virola che regge un dito in rubino che, insinuandosi nella forcella dell’àncora, consente di fatto la trasformazione del movimento rotatorio del treno di ruote, nel movimento oscillatorio del bilanciere.
Il cronocomparatore, sappiamo è in grado di rilevare ogni piccola imperfezione, e spesso le piccole spurie che molti orologiai trascurano perchè quasi ininfluenti sulla marcia oraria (ma non sull’affidabilità del meccanismo), sono dovute a eccessivo o carente lubrificazione di questo attrito, o scarsa pulizia di queste parti.

Ultimo, ma “last but not least” come direbbero gli anglo-sassoni (ultimo ma non meno importante), ecco l’asse.
E’ forse il più famoso dei componenti dell’orologio, anche indirettamente.
Quando sbrigativamente si dice “bilanciere rotto” ci si riferisce quasi esclusivamente alla rottura dell’asse.
Pur protetto da due rubini, uno sopra e l’altro sotto, “molleggiati” attraverso i sistemi, incabloc, parashock, kif o anti-chock, in molte occasioni un urto ben assestato può romperne le punte.
La sostituzione è un’operazione estremamente delicata per l’importanza che assume sul funzionamento futuro dell’orologio, ma che ormai qualsiasi bravo orologiaio può svolgere con la massima diligenza.
Le fasi della sostituzione dell’asse, come altri approfondimenti tecnici di questo tipo saranno oggetto di altri post.

Le illustrazioni sono state tratte dai siti: www.orologi.it, www.orologeria.com, che vi invito a visitare in quanto molto competenti.

1 commento
  1. Paolo Spinoglio
    Paolo Spinoglio dice:

    Credo che sia utile capire il principio di funzionamento di un orologio a molla col bilanciere. Se non viene spiegato è difficile capirlo spontaneamente. Si capisce di più nel funzionameto di un orologio a pendolo in quanto l’ energia ora in un senso ora nell’altro che proviene dallo spostamento alternativo del pendolo è quella che muove nei due sensi il bilanciere. E’ difficile invece capire come il movimento alternativo del bilaciere provenga dallo svolgimento della molla che è semopre nello stesso verso. Se lo spiegate, per favore, comunicatemelo via e-mail. Grazie.

    Rispondi

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